Teatro

Queste “Strategie fatali” usano Shakespeare come un pretesto

di  | 
Partendo dalla storia di una messa in scena di Otello, si va oltre la tragedia, portando gli autori-attori a interrogarsi sul mondo di oggi e a pungolare lo spettatore che vede scendere accanto a sé in platea emozioni e interrogativi

 

STRATEGIE FATALI

strategie fatali
Testo e regia di Paolo Mazzarelli e Lino Musella
scritto e diretto da Lino Musella e Paolo Mazzarelli
assistente alla regia Dario Iubatti
con Marco Foschi, Annibale Pavone, Paolo Mazzarelli, Lino Musella, Laura Graziosi, Astrid Casali, Giulia Salvarani
costumi Stefania Cempini
sound design e musiche originali Luca Canciello
produzione Marche Teatro in collaborazione con Compagnia MusellaMazzarelli

STRATEGIE-FATALI_prosa
Otello
ama Desdemona perché è libera come un falco selvaggio? O ne è pazzamente geloso perché teme che lei, libera, lo sia con altri? Ma se lo fosse con lui, Otello ne sarebbe felice? Shakespeare è l’origine e irrompe in scena in una meravigliosa riscrittura, reinterpretazione fedelissima-infedelissima (applausi a Iago-Marco Foschi) nel secondo tempo di uno spettacolo sorprendente, da cui affiora, momento dopo momento, tutta l’essenza più feconda del teatro. Un lavoro che è una sfida e un’immersione nelle tematiche più complesse, senza mai il timore di osare o di volare troppo alto. Costi quel che costi, qui non si recede.

Strategie fatali è uno spettacolo ricchissimo e non è semplice spiegare di che cosa si tratta. Sì, certo, potremmo dire che racconta il lavoro di una compagnia teatrale che deve mettere in scena Otello. Vero, c’è questo, ma c’è molto di più, in uno srotolarsi di quadri in cui compare molto ma mai troppo, dal Bardo all’ossessione della Rete, dalle emozioni sempiterne dell’uomo alla filosofia di Baudrillard, dalla fisicità della messa in scena alla pornografia, fino a svampite indagini poliziesche. E’ come se partendo da un pretesto (perché no, non è mancare di rispetto a Shakespeare dire che la sua tragedia può anche essere un pretesto) gli autori-attori si interrogassero sul mondo di oggi. C’è un’indagine poliziesca per ritrovare un ragazzino, Giacomino, tuttofare del teatro, che è scomparso, c’è un video porno che lo ossessiona e la protagonista forse è l’attrice che deve interpretare Desdemona, ma per ogni ruolo si cercano altri interpreti, c’è il regista, con tutta la sua febbrile concatenazione di suggestioni da infondere allo spettacolo e la sua voglia di far scaturire tutto il possibile dai suoi attori, spremendoli fino allo spasmo.

strategie-fatali ok
Ma c’è soprattutto la forza ciclopica del teatro, un teatro che è vita, psicanalisi, ponte con la realtà e – forse – unico strumento per capirla. Non c’è rispetto per l’unità di tempo luogo e azione, c’è al contrario il tentativo di accostare, come faceva Angelopoulos nei suoi piani sequenza, all’interno di una stessa scena momenti temporali e drammaturgici discordanti. C’è l’energia di chi, lasciandosi andare alla forza del teatro e alla potenza di un grande testo, ne fa affiorare tutti i significati, compresi ovviamente quelli ignoti allo stesso autore. Perché è questo il teatro quando colpisce nel segno, quando ha la capacità di andare avanti e di trovare in un dramma, in un personaggio una cascata inesauribile di sensi e senso, a cui si arriva attingendo anche alla esperienza individuale. Seguire i pirotecnici equilibrismi della compagnia di attori (personaggi in cerca di un autore?) Strategie fatali (bellissimo titolo) pungola lo spettatore che vede man mano cadere la quarta parete mentre le emozioni della scena, interrogativi compresi, scendono in platea.

Non capita spesso di assistere a un lavoro così profondo e ardito di disvelamento del lavoro dell’attore e del valore più profondo, etico e vivificante del teatro. Il testo importante e alto è giustamente pubblicato (Strategie fatali, Cue Press) ed è una lettura preziosa, a spettacolo finito, per rivivere tutto quello che si è visto sulla scena, in uno spettacolo servito da attori appassionati, duttili, arguti che come giocolieri fanno volare cultura, ironia, comicità, arte circense, provocazione e infine strategie fatali per l’esistenza.

strategie
La Compagnia MusellaMazzarelli nasce nel 2009 dall’incontro tra Lino Musella (premio Le Maschere del Teatro come miglior attore emergente 2014 e premio Hystrio ANCT 2015) e Paolo Mazzarelli (premio speciale Scenario 2001). Tra il 2009 e il 2011 realizzano Due cani, Figlidiunbruttodio (vincitore del premio Inbox 2010) e Crack machine, tutti lavori basati su testi originali, ideati, scritti, diretti e interpretati a due. Negli ultimi anni Marche Teatro ha prodotto La società, spettacolo vincitore del Premio della Critica 2014.

Può essere utile vedere questa intervista all’autore argentino Rafael Spregelburd, perché il lavoro della Compagnia Musella-Mazzarelli ha punti in comune con la sua ricerca.

STRATEGIE FATALI
Teatro Elfo Puccini – MIlano
In scena fino al 13 maggio

 

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.