RIFLESSI DI CINEMA

Questi sono “Gli uomini d’oro” che fanno bene al nostro cinema italiano

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Il film di Vincenzo Alfieri è una commedia nera girata come si deve, con attori tutti bravi (un plauso speciale a Fabio De Luigi in un ruolo “vero”) e con un guizzo nel montaggio che merita un applauso

 

GLI UOMINI D’ORO

gli uomini d oro locandina

regia di
 Vincenzo Alfieri
con
 Fabio De Luigi, Edoardo Leo, Giampaolo Morelli, Giuseppe Ragone, Mariela Garriga, Matilde Gioli, Susy Laude
e 
con la partecipazione di Gian Marco Tognazzi

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Che piacere quando si può parlare bene di un film italiano! Gli uomini d’oro è una commedia nera girata come si deve, con attori tutti bravi (un plauso speciale a Fabio De Luigi in un ruolo “vero”) e con un guizzo nel montaggio che merita un applauso. Infatti la storia della scalcagnata rapina è raccontata con un montaggio a spirale, per intenderci alla Pulp Fiction, con un andirivieni nel tempo che è stimolante ricostruire, ed è divertente che non si colga immediatamente la struttura narrativa circolare.

gli uomini d oro 1

Una costruzione che è una scommessa, perché è facilissimo ingarbugliarsi quando non si rispetta la piatta successione cronologica, ma qui tutto scorre perché il regista padroneggia perfettamente l’azzardo. E non è l’unico merito di Vincenzo Alfieri, perché azzecca anche i riferimenti alla commedia all’italiana. Con banditi improvvisati e pasticcioni che alla fine riescono nel loro intento.
I colpi migliori, quelli che suscitano l’ammirazione della gente comune, sono proprio come questo, senza vittime, congegnati con furbizia. Con un rififi da matti e un bell’alone di mistero intorno.

gli uomini d oro 2

Il fatto di cronaca a cui si ispira il film è una rapina avvenuta a Torino, nel 1996 che già era stata alla base di Qui non è il paradiso, diretto da Gianluca Tavarelli nel 2000.
Protagonista è un impiegato delle poste napoletano che lavora al nord (Giampaolo Morelli), sogna il lusso, le belle donne e un futuro in Costa Rica. Ma deve accontentarsi di un lavoro monotono. Non si rassegna e, iniziando senza crederci, più che altro con battute da spaccone, man mano si convince che il progetto di svaligiare il furgone portavalori non sia poi così impraticabile. La svolta della vita sta lì, davanti a lui. E il confine fra l’essere un impiegato modello o un criminale si assottiglia sempre più.
E i contorni del colpo perfetto prendono forma. Niente armi. Niente sangue solo il colpo perfetto di dilettanti allo sbaraglio.

gli uomini d oro 3

Nella banda si raggruppano così l’impiegato delle poste e il suo migliore amico che si gode la baby pensione (Giuseppe Ragone), il collega Alvise (Fabio De Luigi) e un ex pugile, il Lupo (Edoardo Leo). Nei dintorni anche un sarto dandy strozzino a tempo pieno, (Gian Marco Tognazzi).
Ovvio che i contrattempi non mancheranno, ovvio che il malloppo farà gola a troppi, ovvio che tutto diventerà complicatissimo.
Speriamo che Gli uomini d’oro non passi inosservato in questo periodo così fitto di uscite. Speriamo davvero perché siamo di fronte a un buon film.

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