STILE DI VITA

Sex 50: quelle che si rimettono a nuovo

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Aumenta il numero delle signore che vogliono mostrarsi eternamente giovani anche nelle parti intime e per raggiungere lo scopo ricorrono a creme "miracolose", terapie con il laser e lipofilling. Per non parlare della chirurgia estetica: oltre a seno, naso, pancia, glutei e labbra si può intervenire col bisturi anche... là. Ma siamo sicure che ne vale la pena?

 

Uno studio pubblicato su Annals of Family Medicine attesta che il 59 per cento delle sessantenni sposate sono sessualmente attive, percentuale che scende al 13 per cento fra le single. Sole o accoppiate, le signore che dopo gli anta rivendicano il loro diritto all’orgasmo devono fare i conti con l’obbligo di sembrare eternamente giovani anche nelle parti intime. Tanto che sempre più donne usano creme per ringiovanire la vagina. In India va forte “18 again”, “di nuovo 18” (sottinteso anni), nome inglese per una crema in vendita anche su Internet che promette di fare sentire una donna «come una vergine». Qualche anno fa lo spot pubblicitario ne mostrava una che, dopo averla provata ed essersi appartata con il marito, esclamava felice: «Mi è sembrata la prima volta». Il filmetto proseguiva con la suocera che, dapprima scandalizzata, finiva per ordinarne una confezione anche per sé. E’ escluso, commentano i medici indiani, che la crema, a base di aloe vera, mandorle e melograno, produca l’effetto reclamizzato: “Vagina tightening”, letteralmente “serraggio della vagina”. Di certo risultano più efficaci trattamenti estetici che vanno per la maggiore: terapie con il laser per rendere i tessuti più elastici; vaginoplastica per restringere i genitali, in modo da mascherare gli effetti dell’età o del parto; infiltrazioni di acido ialuronico o di grasso preso da altre parti del corpo (lipofilling) per rimpolpare le grandi labbra prosciugate dagli anni che passano. Tutti interventi che, secondo l’Associazione italiana di chirurgia plastica estetica (Aicpe), sono sempre più richiesti.
Un catalogo dove scegliere la «vagina perfetta» – a differenza di quel che accade per seno, naso, pancia, glutei, labbra, eccetera – ancora non c’è. Ma Massimiliano Brambilla, specialista in chirurgia plastica della Fondazione Irccs Policlinico Mangiagalli di Milano, dice che la vagina può definirsi bella quando è così: «Le grandi labbra devono essere cicciottine (ma non troppo), le piccole labbra grandi il giusto per potersi adagiare un po’ sulle grandi senza soverchiarle, il clitoride non deve essere eccessivamente sporgente». Il canone di bellezza, come per tutte le parti anatomiche, «è quello adolescenziale»: «Il modello che devo avere in mente è quello ideale, anche se va adattato alle caratteristiche della paziente». Per esempio «è impensabile una vulva giovanile sovrastata da un pube pesante e un addome grinzoso: è come mettersi ciabattacce da mare e abito da sera».

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