ANIMALI

Si può amare un cane come un figlio? Ecco la toccante risposta

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Una giornalista è costretta a praticare l'eutanasia al suo cucciolo malato e lo saluta e ringrazia con una commossa lettera postata su Facebook. Che colpisce dritto al cuore anche di chi non possiede un amico quattrozampe

 

L’amore per il proprio cane assomiglia a quello per i propri figli. Lo sostengono i proprietari, che non a caso a volte si definiscono proprio “genitori”, di un cucciolo che vive e cresce con loro. Gli altri, quelli che non hanno un amico quattrozampe, spesso fanno fatica a capirlo. Ma bisogna provare per comprendere. E comunque evitare di giudicare.
Purtroppo, la natura ha stabilito che la vita di un cane sia più breve di quella di un essere umano e così, inevitabilmente, arriva prima o poi il momento dell’addio, una giornata di autentico lutto, nella quale la commozione, e i ricordi del tempo passato insieme creano uno stato d’animo particolare, didolore e  malinconia.
Lo testimonia questa lettera che la giornalista Gloria Vanni ha pubblicato su Facebook nel giorno del suo distacco da Miele. Ve la proponiamo, immaginando che i “genitori” di un cucciolo ne condividano lo spirito e che gli altri siano aiutati a capire che cosa significa amare un cane.

un cane come un figlio
Ciao, Miele
. Questo è il tuo coccodrillo, cane felice. Il coccodrillo è un articolo riservato ai personaggi importanti: è aggiornato e pronto per essere pubblicato il giorno in cui muoiono. Il tuo coccodrillo è il mio modo per dirti grazie per avere condiviso con me, con noi, 14 anni e 6 mesi. Ho iniziato a scrivere questo addio quel giorno di aprile del 2004 in cui sei entrato a casa e sei diventato il “nipote” di Polo, Labrador che grazie a te ha riscoperto il gioco e ha vissuto ben 16 anni e 7 mesi.

È difficile scrivere la parola fine a questa storia d’amore con te, cane felice fino all’ultimo respiro. Abbiamo fatto tante cose insieme in 14 anni e mezzo. Abbiamo condiviso tanti momenti. Abbiamo cambiato tre case a Milano. Abbiamo lasciato l’Italia per la Spagna. Minorca ti è piaciuta molto. Come ti sono sempre piaciute le persone che entrano e escono da Casa Bonita e fino a qualche mese fa accoglievi con un gioco in bocca – il tuo modo per dire: benvenuti, giochiamo? -, e la coda che non si ferma mai, da destra a sinistra e viceversa. Un cane felice, appunto.

un cane come un figlio 2

Un cane sempre più stanco perché i tuoi reni “poc a poc” hanno smesso di funzionare bene. Poi hanno smesso di funzionare del tutto e il poco a poco minorchino è svanito tra le pieghe di un tempo che è andato troppo veloce.
Mercoledì 18 luglio ti ho portato dai Vets a Sant Lluis perché sentivo che c’era qualcosa che non andava. La tua inappetenza era sintomo di qualcosa che andava oltre il ragionamento umano i «croccantini non ti piacciono più». Siamo passati a pasta e carne, poi riso e carne, poi pane e carne… Gli esami del sangue sono pessimi, dice Raquel giovedì 19 luglio, e la ringrazio perché ha sempre parlato di eutanasia e mai di soppressione.
Abbiamo poco da fare. Nulla. La tua stanchezza e inappetenza sono dovute al fatto che ti stai intossicando ora dopo ora, minuto dopo minuto. Dobbiamo cambiare dieta, da oggi solo pasta, formaggio bianco senza sale, pesce, pollo, yogurt. Peccato che quel poco che riesco a darti venerdì, imboccandoti, lo vomiti dopo poco. Sono 24 ore che non mangi. Sabato torniamo da Raquel e il potente anti-vomito è la nostra “ultima spiaggia”. Sei sempre più debole. Domenica rifiuti qualsiasi bocconcino che un tempo avresti divorato in un battibaleno.
Dormi. Ogni tanto muovi le zampe come quando un tempo sognavi ed eri un cane felice che saltava, correva, giocava. Ogni volta che ti accarezzo scodinzoli. Ho deciso che questa sera facciamo una cena a Casa Bonita per salutarti con gioia. La tua dignità prima di tutto. Come vorrei che un giorno accadesse con la mia. Domani, lunedì 23 luglio, a mezzogiorno sarai in un viaggio tutto tuo. A me, a noi, l’onore di accompagnarti verso un sonno felice.
Grazie, Miele, per questi 14 anni e mezzo di vita insieme. Grazie per la felicità che ci hai regalato.

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