Nella terza serata, quella dei duetti, così come nelle due precedenti, al Festival non se ne sono viste solo delle belle, ma anche delle brutte. Da look improbabili a interpretazioni discutibili. E forse dalla massa di veri e propri ET emerge solo un astronauta italiano
Ed è arrivato il tempo dei duetti. Che dire, se ne sono viste delle belle. O piuttosto delle brutte!
A cominciare da Junior Kelly, che si è presentato in compagnia di due sconosciuti per cantare Vado al massimo di Vasco. Tolta la maschera, la sera prima si è presentato vestito da nazista e ieri sera ha sfoggiato una giacca di paillettes. Ma ciò nonostante va al minimo!
Zarrillo, seppur bravo, é la tristezza fatta persona e Arisa… qualcuno le dica che oltre a sembrare Platinette senza parrucca, cantare non significa urlare!
Bella ed encomiabile l’iniziativa del concerto contro la violenza sulle donne presentato da 7 grandi artiste, ma, sorvolando sull’outfit da sciura Pina, quanto si è rifatta la Pausini? Top invece il frac della Gianna nazionale, lo smoking della grande Fiorella e l’eleganza e la classe di Giorgia. E qui scatta un doveroso complimento al direttore artistico con le gambe a X che ha scelto di non far cantare proprio le seven woman, patrimonio della canzone nazionale! Geniooooo!!!
Ma andiamo avanti: Ricky deve essere un fan di Titanic, visto che si è vestito come il Jack interpretato da Leonardo di Caprio e poi non si capisce perché la Michelin, una delle tre che hanno replicato il Si può dare di più di Morandi, Tozzi e Ruggeri, abbia dovuto indossare uno smoking rosso di due taglie più grandi. Mentre si spiega perché Levante sia in fissa con lo stesso outfit, prima in rosa e poi in azzurro: le hanno fatto il 3×2!
La Vanoni, che ormai è sempre più la versione anziana di un incrocio tra Michael Jackson e Joker, si presenta sul palco in jeans e scarpe da tennis. Ora, cara Ornella, vabbè che hai cantato con un ragazzo che potrebbe essere il tuo pronipote, ma non basta un outfit sportivo per sembrare giovane!
Giovane invece lo é Elettra Lamborghini e quello é il suo unico merito, perché sorvolando sull’inesistente talento canoro, presentarsi sul palco dell’Ariston insaccata nella versione sexy di una camicia di forza e accompagnata da una più stonata di lei, che indossa una versione argentata della mascherina anticoronavirus, non é nè un bel vedere né un bel sentire. Il vero oltraggio alla musica però lo commette Achille Lauro: passi la tutina di strass della prima serata ma presentarsi in versione Bowie proprio no! Datemi pure dell’antica ma resto dell’idea che per essere un artista serva il talento e non creare sensazionalismo!
Sull’ottimo musicista e pessimo cantante Paolo Jannacci, esprimermi è un dolore. Per una che ama incondizionatamente e da sempre il suo meraviglioso padre, fa male vedere il figlio esserne diventato il clone solo perchè nelle vene gli scorre lo stesso sangue. Emulare i grandi non è mai una buona idea.
Oh ma come sei cattiva, direte voi signore. Possibile che non salvi nessuno? Sì, salvo, promuovo a pieni voti, e vi dirò di più, spero anche che vinca, il garbato, ironico e intelligente Francesco Gabbani che con la sua versione de L’italiano vestito da astronauta, è riuscito a far sembrare bella anche la più brutta delle canzoni nazionalpopolari. A lui il merito di non aver scelto nessun compagno canoro, ma sei persone comuni di varie etnie, che con orgoglio sventolavano il vessillo nazionale. Approvo poi la meritata standing ovation a El Diablo, grande performer e interprete, che sceglie il rispetto, facendo cantare l’ultima strofa di Cuore matto a Little Tony. E salvo anche la bella versione di E se domani, interpretata da Raphaël Gualazzi e Simona Molinari… anche se lui, poverino, con lo smoking sembra un pinguino transgenico!
Ah, dimenticavo: a proposito di duetti, che dire della moglie e del figlio del presentatore con le gambe a X vestiti entrambi da camerieri con lo smoking bianco dai revers neri? Ecco, dite qualcosa voi, che arrivata a questo punto a me mancano le parole!
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