STILE DI VITA

Volete salvare il vostro amore? Diventate una coppia resiliente

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E' nelle circostanze più avverse, dal battibecco alla malattia, che si misura la forza di una relazione sentimentale e le statistiche dimostrano che affrontarle insieme in maniera positiva rigenera la vita a due. Ma non è affatto semplice, e per riuscirci vanno rispettate sette regole d'oro

 

coppia happy
Non esiste coppia, per quanto innamorata, per quanto affiatata, per quanto collaudata, che nel corso della vita non debba affrontare difficoltà e problemi, piccoli o grandi che siano. Ed è proprio nelle circostanze più avverse, dal piccolo battibecco alla malattia di uno dei partner, che si misura la forza di una coppia. In generale, quelle che se la cavano meglio e che escono indenni dal momento di crisi sono le coppie più dotate di resilienza, termine che in psicologia indica la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici (e per una coppia può esserlo anche una litigata per futili motivi) e di riorganizzare positivamente la propria vita, in questo caso a due. Riuscire a fronteggiare efficacemente le inevitabili contrarietà e a dare nuovo slancio alla propria relazione è il segreto delle coppie resilienti, che si distinguono dalle altre per alcune importanti caratteristiche. Ecco quali sono:

No allo “scaricabarile”

I partner di una coppia resiliente non si incolpano l’un l’altra di aver provocato il momento di difficoltà, ma analizzano la situazione e si chiedono come trovare rimedio alla crisi. Anziché aspettare che sia l’altro a tendere la mano o a cambiare il suo comportamento, i partner più resilienti sono prontamente attivi quando si tratta di rimettersi in carreggiata. Come ha scritto la psicologa Michelle Weiner-Davis nel suo testo Divorce Busting:  “Imboccare la strada giusta è più importante che avere ragione” .

 Sì all’autoironia

Un’altra importante caratteristica di una coppia resiliente è l’inclinazione a ridere o a ricorrere all’umorismo per fermare le comunicazioni infruttuose o addirittura dannose, messe a repentaglio dalle pressioni quotidiane. Quando un litigio non si placa e tende a peggiorare, la situazione potrebbe quasi miracolosamente prendere la direzione opposta se uno dei due fosse disposto a spezzare la tensione con un sorriso, esclamando: “Lasciamo perdere e facciamo la pace!”

Sì agli aiuti esterni

A volte una coppia arriva a un punto tale di tensione e di difficoltà di comunicazione, che da sola non riesce a cavarsela. Il ricorso, deciso di comune accordo, al supporto di un professionista esterno contraddistingue i partner resilienti da quelli che invece si arroccano sulle proprie posizioni, nella certezza che nessuno potrebbe essere d’aiuto, e che finiscono per arrendersi, mandando in frantumi la relazione.

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No alla paura

Le coppie resilienti sono quelle che condividono le emozioni senza paura di esprimere vulnerabilità. Questo è punto è il più difficile da accettare per gli uomini, meno portati, per uno sterile orgoglio maschile, che è più culturale che naturale, ad aprirsi del tutto e a fare affidamento anche sulla compassione (vocabolo difficile da accettare, ma fondamentale nella vita di coppia) del partner, confidando le proprie paure e le proprie speranze. Spesso il silenzio è la tomba di una relazione.

No alla telepatia

Le coppie resilienti usano le parole dette e non pretendono di leggere nella mente del partner anche quando questi non parla. Dunque, non si basano mai su supposizioni, spesso causa di incomprensioni e fraintendimenti che peggiorano la situazione. Lo psicologo americano Ryan Howes suggerisce una formula facile da dire, anche se a volte occorre coraggio per pronunciarla, perché significa abbattere le proprie sicurezze:  “Scusa, non credo di riuscire a capire: puoi essere più chiaro su questo punto?“.

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No all’ostinazione

I partner di una coppia resiliente non si arroccano sulle proprie posizioni ritenendole assolutamente alternative a quelle dell’altro e quindi non essendo disposti a trovare un punto d’incontro. Il segreto è ricordare che non esistono problemi dell’uno e problemi dell’altra, ma solo problemi della coppia. Dunque, se il problema è di entrambi, proprio in quanto coppia, tocca alla coppia il compito di affrontarli. Fare un passo indietro, rinunciando all’ostinazione, è un metodo per convincere anche il partner a comportarsi alla stessa maniera, uscendo dal muro contro muro.

Sì alla condivisione degli intenti

Alcune prove particolarmente difficili da affrontare, come per esempio il tradimento di un partner, rischiano di bloccare una coppia nel dolore o nella delusione, impedendo alla relazione di andare avanti. La tendenza, quando si è messi a dura prova da un comportamento del partner, è accumulare mentalmente i torti che si ritiene di avere ricevuto, per poi rinfacciarglieli al culmine della rabbia per l’ultimo episodio. Le coppie resilienti si differenziano perché, anche in questi momenti particolarmente critici, sono capaci di concentrare le proprie energie sulla strategia per portare avanti la relazione, rinunciando a guardare indietro. Se si vuole salvare la coppia, perché si ritiene che possa avere un futuro, bisogno che entrambi i partner condividano gli intenti, che sono mirati appunto al proseguimento della relazione, con la capacità di uscire più forti dal periodo di crisi attraverso il quale si è passati.

 

1 Commento

  1. anna

    4 Gennaio 2018 at 8:36 pm

    Non è facile. Hai omesso un punto o forse non è ben spiegato. Il vissuto prima di essere coppia quando è traumatico non va condiviso e allora come lo spieghi con essere resilenti?

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