CURIOSITA' DAL MONDO

A Londra è guerra all’upskirting, le foto sotto la gonna

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L'ha dichiarata una ragazza ritratta a sua insaputa nelle parti intime a un concerto: i colpevoli sono stati puniti solo per oltraggio al pudore perché la legge inglese non prevede questo tipo di reato. Che lei (con migliaia di donne solidali) si batterà per far catalogare come molestia sessuale

 

In Gran Bretagna non è reato scattare una foto sotto la gonna, anche se la diretta interessata non ne è al corrente. Il sistema legislativo inglese non prevede alcun articolo che vi faccia riferimento e il caso viene chiuso così, senza nulla da aggiungere. La battaglia contro l’upskirting è recentemente saltata alla ribalta in seguito al clamore ricevuto dalla 25enne Gina Martin, che ha deciso di non stare con le mani in mano e ha iniziato lo scorso 8 luglio una vera e propria campagna mediatica, dopo aver subito gli scatti hot in pima persona. I fatti hanno avuto luogo a Londra, una sera di mezza estate, mentre aspettava che i The Killers salissero sul palco di un festival musicale a Hyde Park. È stato lì che si è accorta che due uomini avevano scattato una foto del suo inguine mettendole il cellulare sotto la gonna. La ragazza ha lanciato l’allarme, e ha trovato fortunatamente la piena disponibilità delle forze dell’ordine che hanno subito costretto i due a cancellare l’immagine. Qualche giorno più tardi a Gina è stato però comunicato che il suo caso sarebbe stato chiuso. Motivo? La legge non vi fa riferimento e il reato può essere punito esclusivamente come oltraggio al pudore e non come molestia sessuale. Secondo la ragazza, però, questo non basta: le ripercussioni che avrebbe potuto soffrire non possono essere ripagate semplicemente cancellando la foto e rimproverando i colpevoli. Per questo ha chiesto che il suo caso venga riaperto e ha lanciato una petizione online che se raggiungerà le 100mila firme costringerà il Parlamento a discutere della questione nelle sedi istituzionali.

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