RIFLESSI DI CINEMA

“Appuntamento al parco”: come ci fa stare bene Diane Keaton

di  | 
Ecco un film che riconcilia con la vita e allontana i cattivi pensieri: confezione accurata, luoghi incantevoli e un’attrice che fa i conti giusti con l’età, elegante e bellissima coi suoi capelli grigi. Non perdetelo

 

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appuntamento al parco locandinaAPPUNTAMENTO AL PARCO

 


di: 
Joel Hopkins
con: Diane Keaton, Brendan Gleeson
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Ci sono dei film che ti fanno stare bene, ti sembra di essere con le tue amiche, a bere un tè in un bel posto, con persone carine che ti raccontano belle storie e ti fanno dimenticare le ansie del mondo là fuori. E, diciamocelo, ogni tanto del tempo garbato che fa bene al cuore e alla mente ci vuole. Ecco, guardare Appuntamento al parco ti trasmette esattamente queste sensazioni, e anche un po’ di languore, quel misto di spleen, malinconia e tenerezza che ti fa accoccolare su una poltrona e spargere più sorrisi a chi ti sta accanto.

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E, anche se sai che non può essere vero, se ti vengono in mente mille distinguo e cento osservazioni, se irrompe il mondo reale con tutte le sue brutture, insomma, per un po’ allontani le cose non belle e ti godi serena un film come questo.
Quanto sono simpatici Diane Keaton e Brendan Gleeson, com’è bella e magica Londra, che meraviglia il parco di Hampstead che non a caso è in una delle zone più ambite della città, un po’ come Notting Hill, come Charing Cross Road, insomma la Londra del romanticismo un po’ vintage.

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La storia? Diane Keaton, vedova da poco di un marito piuttosto farabutto (ma da vivo l’aveva tenuto ben nascosto) vive in un meraviglioso attico di un meraviglioso palazzo affacciato appunto sul meraviglioso parco di Hampstead. La sua vita si trascina senza entusiasmi, anche se come molte donne sopra i sessanta cerca di tenere le redini di tutto e di far quel che può. Le amiche non le sopporta più di tanto, pettegole e opportunitse, il lavoro non c’è e va solo ogni tanto a dare una mano in un charity shop. Soldi, pochini per via dei guai lasciati dal marito trapassato. Una bella sterzata alla sua vita che sembrava non riservare più sorprese le arriva quando per caso scopre la baracca di un eccentrico personaggio nascosta fra le fronde del parco davanti a casa. I cattivi, una società immobiliare, vogliono sfrattarlo per dare inizio a una speculazione edilizia, e lei si farà paladina della causa scoprendo che questa sorta di homeless alla Thoreau è un uomo fuori dall’ordinario.

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Confezione accurata, luoghi incantevoli e un’attrice che fa i conti giusti con l’età: bellissima coi suoi capelli grigi, elegante (per gran parte del film indossa uno spolverino firmato Dior che le ruberemmo volentieri) capace di concedersi i giusti capricci, come per esempio comprare un baschetto (simile a quelli di Io e Annie) che costa più di quanto può permettersi.
Ma la sua autobiografia Diane Keaton, Oggi come allora (Mondadori, 2011) l’avete letta? No? Malissimo, ve la consiglio, una storia sincera e piena di intelligenza, in cui la donna e l’attrice si specchia nel mondo, negli uomini che ha amato e soprattutto nella madre che all’epoca era scomparsa di recente. Diane Keaton racconta tutto, o comunque molto, e fra le altre cose dice:

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“Ci ho messo un po’ a capire di non avere talento ma solo un attitudine al talento. Mi innamoravo di uomini di genio, come Woody Allen, Jack Nicholson, Warren Beatty (e beata lei; ndr) non perché li amassi davvero, ma perché volevo rubare un poco del loro genio”.

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