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Ci vuole un fiore per salvare molte donne

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In occasione della Festa della Mamma tornano in piazza le Azalee della vita, l'iniziativa dell'Airc per finanziare la ricerca sul fronte dei tumori femminili. E ognuna di noi deve dare il suo contributo a questa battaglia per la vita

 

Un’azalea può salvare una vita umana. Sì, avete capito bene: l’azalea della ricerca promossa da Airc (Associazione Italiana per 1a Ricerca sul Cancro) è il simbolo della battaglia contro i tumori femminili e come ogni anno in occasione della Festa della Mamma (e non solo) scende in campo per raccogliere fondi a sostegno dei ricercatori impegnati a rendere questa maledetta malattia sempre più curabile. Insieme ce la possiamo fare. Insieme ce la dobbiamo fare. Insieme ce la faremo. Perché siamo donne. E come recita il testo di una nota canzone cantata da Sabrina Salerno e Jo Squillo, “oltre le gambe c’è di più”.
Quindi, amiche, cosa aspettiamo? Scendiamo in campo anche noi, domenica 14 maggio: oltre 3.600 piazze italiane saranno un vero e proprio florilegio di Azalee della Ricerca (oltre 600 mila piante saranno distribuite lungo tutta la Penisola) e noi tutte potremo dare il nostro contributo per aiutare a salvare una donna come noi. Con soli 15 euro potremo infatti acquistare una splendida e coloratissima azalea, diventata in più di trent’anni di storia un prezioso alleato per la salute delle donne: l’intero ricavato
sarà destinato per finanziare i migliori progetti di prevenzione, diagnosi e cura dei tumori femminili: negli ultimi cinque anni l’Associazione ha investito oltre 70 milioni di euro per finanziare 661 progetti in quest’ambito, tra programmi pluriennali guidati dai migliori ricercatori italiani e borse di studio per la crescita e la formazione dei giovani talenti.


Non importa se siete mamme, figlie, zie, nonne o nipoti, non importa se la donerete alle vostre sorelle, alle vostre amiche, a una vicina di casa: facciamo un gesto con il cuore, facciamoci un regalo d’amore.
Insieme alle piantine di azalea, i volontari dell’Airc distribuiranno anche una speciale guida con preziose informazioni in tema di cure: dagli elementi da valutare nella scelta delle strutture cui affidarsi alla presentazione delle nuove breast unit, centri interdisciplinari di senologia che rappresentano una nuova opportunità di cura e assistenza per affrontare il tumore al seno con gruppi di specialisti dedicati. Tra i progetti da finanziare vorremmo segnalare quello condotto da Anna Bagnato, volto della campagna insieme ai figli Marco e Tommaso, e attualmente alla guida del laboratorio di “Modelli preclinici e nuovi agenti terapeutici” dell’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma, in cui la ricercatrice sta studiando nuove combinazioni di farmaci capaci di abbattere la resistenza del tumore dell’ovaio.

Carolyn Smith, Loretta Goggi, Stefania Sandrelli

A scendere in campo per la ricerca ci sono anche volti noti del mondo dello spettacolo, della televisione e dello sport: tra le ambasciatrici Airc ci sono le mamme vip Margherita Granbassi e Csaba della Zoeza, le attrici Stefania Sandrelli e Loretta Goggi e la cantante Rita Forte (che tanti anni fa ha vinto la battaglia contro il tumore al seno), le sportive Carlotta Ferlino, Sofia Goggia e Flavia Pennetta, le conduttrici Giulia Arena, Daniela Ferolla, Antonella Clerici, e Mia Ceran. E ancora l’ex velina Maddalena Corvaglia, Miriam Leone e Justine Mattera. Senza dimenticare Mara Maionchi e Carolyn Smith, presidente di giuria dello show del sabato sera di Raiuno Ballando con le stelle, essa stessa ballerina e coreografa di fama internazionale, che due anni fa è stata colpita “dall’intruso”, come lei lo chiama, al seno: «Il mio consiglio a tutte le donne che come me si trovano a combattere questa malattia è di non fermarsi nel primo ospedale che incontrano, ma di accertarsi che sia effettivamente un centro specializzato, perché l’esperienza fa la differenza e può salvare una vita. Dobbiamo capire che un secondo parere medico, se il primo non ci convince, è un nostro diritto e non uno sgarbo che facciamo al dottore”.

Antonella Clerici, Csaba Dalla Zorza, Flavia Pennetta

Nel 2016, in Italia, oltre 65mila donne sono state colpite da un tumore al seno o agli organi riproduttivi. Il cancro al seno è il più frequente, con circa 50mila nuove diagnosi, ma è anche la patologia per la quale, negli ultimi due decenni, la ricerca ha ottenuto i migliori risultati portando la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi dal 78 all’85,5 per cento. Un traguardo importante, ma ancora lontano dal 100%, soprattutto se si considera l’aumento dell’incidenza del tumore al seno nella fascia di età 30-40 anni: sono infatti circa 3.000 le giovani donne ogni anno sottoposte a protocolli di cura per questa malattia. I tumori ginecologici interessano, invece, circa 15mila pazienti. Mentre per endometrio e cervice uterina la sopravvivenza a cinque anni ha registrato una crescita costante arrivando rispettivamente al 77% e al 71%, resta ancora molto da fare per combattere il tumore all’ovaio, su cui si stanno concentrando gli sforzi di molti ricercatori.
Uniamoci, dunque, amiche donne. E non aspettiamo che siano gli altri a regalarci un’azalea: andiamo a prendercela e facciamoci tra di noi un preziosissimo regalo. Che si chiama vita.

Info: https://www.lafestadellamamma.it/trova-la-piazza/?utm_source=sitoistituzionale&utm_medium=referral&utm_campaign=azalea2017

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