E’ il tema di “Light of my life”, il film di Casey Affleck che racconta il viaggio di un padre con la figlia di 11 anni che lui vuole salvare dagli uomini diventati spietati per l’improvvisa scarsità del genere femminile
Light of my life
Un film di CASEY AFFLECK Con ANNA PNIOWSKY, CASEY AFFLECK, TOM BOWER, ELISABETH MOSS
Uno scenario apocalittico, con boschi innevati, pericolosi come quelli delle fiabe, fa da sfondo al peregrinare di un uomo e una ragazzina. Spaventati e braccati, costretti a un’esistenza nomade per sfuggire la perfidia degli altri. Siamo dalle parti di La strada, il bel romanzo di Cormac McCarthy, portato sullo schermo nel 2009, con Viggo Mortensen. Qui però il protagonista non ha un figlio, ma una figlia di 11 anni. Una delle pochissime sopravvissute al virus che ha decimato tutti, ma in particolare la popolazione femminile. Le donne rimaste sono quindi merce rara, scovate, rapite, sfruttate come oggetti, rinchiuse in bunker.
Così l’uomo che si aggrappa al passato, pensando spesso all’amata moglie scomparsa, ha ora un unico obiettivo: salvare la figlia e insegnarle tutto quello che sa per sopravvivere anche se a lui capitasse una disgrazia. I dialoghi a due in cui spiega la vita alla figlia sono emozionanti e, come sempre nel cinema americano, la giovane interprete è di una bravura quasi sconcertante. Il mondo è cupo, minaccioso, gli uomini, con rarissime eccezioni, sono feroci, egoisti e orrendi. Ed è arduo immaginare un lieto fine per le pochissime donne rimaste. Eppure, bisogna resistere, combattere e continuare a credere che non tutto sia perduto.
Poi, c’è un’altra lettura, quella simbolica, che a me piace di più. Il film è un’unica lunga dichiarazione d’amore all’essere donna e mette in scena la paura di ogni padre di fronte a una figlia femmina. L’incarnazione di tutti i suoi timori, il suo tentativo di aiutarla a raggiungere la felicità e l’indipendenza che si merita.
Casey Affleck è palpitante, dolce, a nervi scoperti, non attenua niente, non risparmia neppure i risvolti più cupi cercando comunque di non fare morire la speranza.
Film impegnativo, difficile, dilatato ma traboccante di cuore e bellezza.
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