RIFLESSI DI CINEMA

Signore, nel weekend dovreste regalarvi La ragazza d’autunno

di  | 
E' un ottimo film di un giovanissimo regista russo che ha curato ogni dettaglio non solo grazie a una attenta ricerca storica ma affidandosi a una passione maniacale. Con due splendide protagoniste

LA RAGAZZA D’AUTUNNO

La ragazza d autunno_manifesto

Regia: Kantemir Balagov
Con: Vasilisa Perelygina, Konstantin Balakirev, Olga Dragunova

 

_____________________________________________________________

Leningrado, 1945. La guerra è finita, ma la città che ha subito un devastante assedio, è stremata e la popolazione in ginocchio. Gli ospedali sono pieni di feriti, il cibo scarseggia ed è come se le emozioni fossero congelate, come se fosse impossibile ricominciare a vivere, perché già costa troppa fatica sopravvivere. Le persone hanno paura di tutto e si muovono caute, spaventate, incredule che la guerra sia davvero finita.
Iya è alta alta e magra magra. Lavora come infermiera nell’ospedale della città e accudisce un bambino non suo, figlio della sua amica Masha che è ancora al fronte. Divide con altri un appartamento dove è difficile proteggere le proprie misere cose. Si muove goffa, timida, parla poco e soffre di improvvise assenze, forse conseguenza dei troppi traumi subiti.

La Ragazza d'autunno_028

Impariamo a conoscerla attraverso una serie di primi e primissimi piani, sempre pudichi. Vediamo la sua gentilezza nei confronti del soldati ricoverati, ma anche il suo orgoglio. Il suo tentativo di restare, o forse tornare, umana, dopo tutto quello che la guerra ha scardinato. Se per le strade i palazzi sono squartati, la stessa sorte è toccata alle anime. Quando torna Masha, lei e Iya assieme cercheranno di ricominciare in qualche modo a vivere, a vincere la paralisi del corpo e del cuore.

La Ragazza d'autunno_005

Dopo il durissimo Tesnota, Balagov, classe 1991, allievo di Sokurov, torna con questo nuovo film di potenza rara (sua anche la sceneggiatura), degno della più alta tradizione russa, sia letteraria che cinematografica. Ogni inquadratura sembra un dipinto, c’è un’attenzione estrema alla fotografia (il direttore della fotografia ha solo 26 anni) con scene dove il verde, il rosso e l’ocra hanno la predominanza. Pare che davvero all’epoca si usassero colori molto vivaci, come se potessero avere la meglio sul senso di morte che incombeva su tutta la Russia.

La Ragazza d'autunno_022

Le due protagoniste si muovono a scatti, come automi, come se faticassero a credere di essere uscite vive dalla guerra. I bambini muoiono e il cibo scarseggia. Gli uomini sono violenti e anche l’oasi di pace che si propone di essere l’ospedale è sconciata dal dolore, dall’impotenza. Eppure la voglia di ricominciare a vivere è prepotente e affiora nei gesti, mai nelle parole, sempre essenziali, scarne. Come se il pudore e la vergogna di una guerra di cui non si ha colpa le bloccassero sul nascere.

La Ragazza d'autunno_002

Scegliere di raccontare la fine di un conflitto così devastante attraverso le conseguenze in apparenza meno importanti è la forza di questo film perfetto, dove a ogni passo sembra di sentire la lastra di ghiaccio che stringe i cuori incrinarsi e si spera tanto di vedere affiorare un po’ di calore. Ma subito ci si ferma, perché serpeggiano l’ansia, il controllo, la fatica e tutta quella anafettività che per molti versi diventerà il segno distintivo di tutto l’Est Europa. Sfilano anche le miserie dei funzionari di partito, ma senza intenti demolitori, solo come registrazione di una realtà che forse non aveva possibilità di essere altra.

La Ragazza d'autunno_007

La protagonista alta e goffa, spaventata eppure piena di coraggio, con un cuore traboccante di emozioni trattenute, diventa metafora perfetta di un paese che ha paura di rialzarsi. Eppure in qualche modo bisogna farsi largo fra le rovine e ciascuno non potrà che inventarsi la sua morale, come faranno con un prepotente tocco contemporaneo le due splendide protagoniste.

La Ragazza d'autunno_016

Ottimo film di un giovanissimo regista che ha curato ogni dettaglio non solo grazie a una attenta ricerca storica ma affidandosi a una passione maniacale. Film moderno e antico al tempo stesso, già carico di molti premi. Meritatissimi. Fatevi un regalo e andate a vederlo.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.