Musica

Il Festival dei monologhi per ora lo stanno stravincendo le donne

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Nella prima serata della rassegna sanremese hanno spiccato soprattutto Diletta Leotta e Rula Jebrael con le loro parole dedicate l'una alla nonna presente in sala e l'altra al ricordo della madre vittima di una letale violenza
Ebbene ci siamo: il 70esimo Festival di Sanremo ha preso il via e più che il festival della canzone italiana sembra il festival dei monologhi. Inizia Fiorello in abito talare, poi è la volta di Diletta Leotta, che rivolge alla nonna 85enne seduta in platea la sua prova attoriale sullo scorrere del tempo.
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Poco dopo è il turno del cast al completo de Gli anni più belli di Gabriele Muccino. E qui è tutto un bel vedere: dal sempre immenso Pierfrancesco Favino, che a quanto pare non riesce a stare lontano dal palco dell’Ariston, a un Claudio Santamaria in piena forma, così come Kim Rossi Stuart, sempre splendido, anche con i capelli brizzolati tagliati alla Marines. Tutti insieme concludono la loro performance cantando Tu come stai di Claudio Baglioni, e così in un attimo, sembra di tornare indietro di un anno, quando alla conduzione e alla direzione artistica del Festival c’era proprio il Claudione nazionale. Semplice coincidenza? Mmmm, lasciatemi avere qualche dubbio in merito!
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Ma il vero coup de théâtre arriva con Rula Jebrael che dopo aver lanciato una bella stoccata ad Amadeus affermando “Stasera facciamo tutti un passo avanti”, conquista la prima standing ovation di questa edizione con il lungo e durissimo monologo sul femminicidio. La giornalista palestinese ha raccontato il suicidio della madre, stuprata e brutalizzata da un uomo che conosceva bene e che si ammazzò dandosi fuoco quando Rula aveva solo 5 anni. Parole forti, che sono arrivate dritte al cuore e che hanno inevitabilmente creato un grande momento di commozione e riflessione.
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E a proposito di donne, sia la Leotta che la Jebrael meritano gli applausi. La prima perché ha dimostrato di non essere solo bellissima, ma anche capace di ‘tenere il palco’ con autoironia e professionalità. La seconda perché non solo ha avuto il coraggio di portare in scena la propria dolorosissima storia personale, ma anche la sua libertà di espressione, dimostrando di essere una giornalista intelligente, libera, determinata, e sì, anche molto bella.
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Un applauso però se lo merita anche Alessandro Gassman, che subito dopo aver assistito all’esibizione del figlio Leo tra le nuove proposte, ha twittato: «Come se avessi partorito 3 gemelli». Come rimanere insensibili di fronte all’emozione di un padre? E intanto il giovane Leo supera il turno e approda alle semifinali.
E le canzoni? Ah giá, non me ne sono accorta, ma c’erano anche quelle.

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