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La filosofia Charlotte Casiraghi spiega in Tv le parole dell’amore

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La figlia di Carolina di Monaco presenta nella trasmissione "Le parole della settimana", condotta da Massimo Gramellini su RaiTre il suo primo libro "L'arcipelago delle passioni": un viaggio attraverso i sentimenti scritto a quattro mani con un suo ex professore di filosofia del liceo

 

Sarà Charlotte Casiraghi ad aprire la quarta edizione del Le Parole della settimana, il programma condotto da Massimo Gramellini, in onda stasera  sabato 5 ottobre alle 20.20 su RaiTre. La secondogenita della principessa Carolina di Monaco e di Stefano Casiraghi, parlerà del suo primo libro, appena uscito anche in Italia.

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Charlotte, 33 anni, è infatti l’autrice di un testo di filosofia, la disciplina che l’appassiona fin da quando era una liceale. Il libro si intitola Arcipelago delle passioni, (La nave di Teseo ed.) e la “principessa” (le virgolette sono obbligatorie perché Charlotte non ha titoli nobiliari, essendo figlia di un padre borghese) lo ha scritto a quattro mani con il suo ex insegnante Robert Maggiori, critico del quotidiano Liberation, nato settant’anni fa a Osimo nelle Marche, con il quale nel 2015 fondò nel Principato gli «Incontri filosofici di Monaco».

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Si tratta di un viaggio filosofico attraverso le passioni umane, dall’amore alla crudeltà, senza la pretesa, dicono gli autori, di scoprire nulla, visto che di sentimenti e passioni hanno già parlato migliaia di saggi, film, romanzi e canzoni, ma con l’ambizione di analizzarli con occhi nuovi, filtrandoli attraverso il pensiero dei grandi filosofi.
Prendiamo, per esempio, il sentimento più ricco di conseguenze per la storia dell’umanità che senza di esso non si perpetuerebbe: l’amore. Charlotte e il suo professore dopo aver citato sul tema il dilemma dei porcospini creato da Schopenauer, secondo il quale questi animali hanno bisogno di stare vicini, ma si feriscono a vicenda con gli aculei, analizzano le frasi più usate dagli innamorati per darne un’interpretazione filosofica.

Eccone alcune:

“Dimmi che mi ami”: questa richiesta al partner contiene in sé il rischio che, invece di amare l’altro, l’amante ami se stesso che parla d’amore
“Sei la mia anima gemella”: esplicita l’attrazione dei simili che piaceva a Empedocle, ma comporta anche  il rischio del narcisismo e dell’inazione
“Noi ci completiamo a vicenda”: esprime l’attrazione dei contrari cara a Eraclito, ma che prevede il rischio speculare di insincerità perché si desidera l’altro non per amarlo, ma per inglobarlo a sé in modo da restaurare un’unità perduta “Sono pazzo di te”: affermazione senza senso perché l’amore non è un omaggio al valore, valutabile quindi dalla ragione
“Ti amo perché…”: comunque la si completi, è una frase a suo modo offensiva per  la persona a cui è diretta perché l’amore non può né deve avere una motivazione esprimibile da una frase

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Gli autori ne citano, chiosandole, anche tante altre, fornendo al lettore un oggetto di meditazione, ma inculcandogli alla fine anche un dubbio atroce: come si  fa a esprimere l’amore alla persona amata senza farsi “beccare” da un grande filosofo? Forse bisognerà, tanto per restare in Francia, ispirarsi a Cyrano de Bergerac: utilizzare quel bacio, apostrofo rosa tra le parole “t’amo”…

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