Il 20 gennaio è stato soprannominato dagli inglesi “Blue monday” perché una serie di circostanze atmosferiche e sociali lo renderà particolarmente malinconico. Ma poi sarà tutta una discesa verso il suo contrario, l’invitante “Happiest day”. Peccato che si debba aspettare giugno…
Prepariamoci: oggi, 20 lunedì gennaio non potremo essere di buon umore, né noi, né tutte le persone che incontreremo. In genere il lunedì non è mai una giornata particolarmente allegra, specie per chi lavora. Ma questo lunedì sarà ancora più penoso. Perché è il terzo lunedì del mese di gennaio, quello che da circa 15 anni viene catalogato come Blue Monday, ovvero “la giornata più triste dell’anno”, un giorno tremendo, appunto, nel quale sarebbe meglio non alzarsi neanche dal letto per non avere una serie di ripercussioni sull’umore.
Ad averlo stabilito è stata un’equazione matematica messa a punto una decina d’anni fa dallo psicologo inglese Cliff Arnall. Incrociando le condizioni metereologiche sfavorevoli, le poche ore di luce, i festeggiamenti natalizi ormai alle spalle, i sensi di colpa per aver speso troppo durante le vacanze, la perdita del peso forma perché si è mangiato troppo e il lavoro ricominciato fin troppo freneticamente, lo studioso è riuscito a spiegare il senso diffuso di depressione che questa giornata porta con sé, al punto da far aumentare in maniera sensibile, almeno in Gran Bretagna, il numero di assenze dal lavoro.
Ma, se riusciremo a uscirne indenni, potremo attendere fiduciosi che arrivi l’esatto opposto del 21 gennaio, ovvero il giorno più felice dell’anno: certo, occorre avere un po’ di pazienza perché l’Happiest Day cade intorno al solstizio d’estate, fra il 21 e il 24 di giugno. Quando il malinconico 21 gennaio sarà ormai un lontano ricordo dell’inverno.
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