I 50 anni sono un’età critica per l’uomo che al giro del mezzo secolo tende a cercare la gioventù che non ha più fuori dalla coppia. Ma se lo si scopre come bisogna comportarsi? Accettare il suo pentimento o dirgli addio?
Il tradimento – è assodato – resta la causa principale di rottura di una relazione e, purtroppo, può succedere a qualunque età e anche all’improvviso dopo anni di serena convivenza. Gli ultimi dati raccontano che proprio i 50 anni sono un’età critica in tal senso, perché al giro del mezzo secolo l’uomo tende ad andare in crisi e a cercare la gioventù che non ha più in un’avventura extraconiugale. Che sia per una notte o che abbia una sua consistenza parallela a quella della coppia “ufficiale”. E se la moglie o compagna tradita scopre di esserlo stata (oggi come oggi, tra messaggini e mail è molto più problematico farla franca) si trova di fronte al classico e drammatico dilemma: perdonare il fedifrago e cercare di recuperare il rapporto che lui ha minato alla base o lasciarlo per sempre?
Naturalmente la donna che subisce e scopre il tradimento non sta bene: si sente depressa, arrabbiata, insicura, ferita e molto confusa. E il suo dubbio è se quel tradimento, che di certo ha ferito profondamente la relazione e distrutto in un sol colpo anni e anni di fiducia, abbia anche distrutto per sempre la coppia. Vale quindi la pena di perdonare?
Tradimento: quali sono le cause che lo hanno provocato?
In realtà bisognerebbe prima di tutto analizzare le cause che hanno portato al tradimento. Perché spesso l’atto in sé o la scappatella si inseriscono su una serie di fallimenti che hanno segnato il rapporto. E’ a causa di questa situazione già compromessa che uno dei due partner (perché il discorso vale, ovviamente, anche per la donna) ha trovato più opportuno allontanarsi per stare con qualcun altro. Però, è anche vero che la soluzione di una crisi di coppia non può essere il tradimento. Se non si è riusciti ad affrontare con franchezza assieme al partner una situazione evidentemente diventata insostenibile, e non si è trovato il coraggio di dare un taglio alla relazione perché la si ritiene ormai irrecuperabile, non si può pensare che la soluzione sia rifugiarsi tra le braccia di un’altra persona. Magari giustificandosi, una volta smascherati, con le tipiche scuse come “non ha significato nulla”, “nessuno lo deve sapere” o “non ti farò del male”.
Perché comunque a quel punto è venuta meno la fiducia, si è creata una brusca oscillazione nel rapporto e si è messo tutto in discussione. Allo stesso modo, una bugia può essere il risultato della mancanza di comunicazione o della fine dell’amore. È evidente che la capacità di amare ancora il partner con il quale si sono trascorsi tanti anni (o anche pochi, ma intensi) e avere fiducia in lui, come prima di scoprire le sue bugie, non è facile. E quindi si torna al dilemma: vale la pena di dargli una seconda possibilità o è meglio troncare definitivamente? Sono dubbi abbastanza comuni quando si scopre un tradimento.
TRADIMENTO: le tre domande fondamentali da farsi prima di prendere una decisione
Prima domanda: se la persona che ha tradito si dichiara pentita e sembra sincera, che cosa si perderebbe non riprovandoci ancora? Ci si sentirebbe più felici? Quali e quante garanzie si pretenderebbero per far sì che non accada di nuovo? E poi quel tradimento è stato un fulmine a ciel sereno o già si capiva che qualcosa stava andando storto?
Seconda domanda: davvero l’infedeltà ha rovinato definitivamente tutto ciò che prima funzionava? Dopo un devastante uragano come può essere un tradimento, non bisogna comunque escludere la possibilità che la relazione venga rafforzata.
Terza domanda: la voglia di perdonare il partner comporta anche il desiderio di tornare a condividere la vita con lui, come prima di averlo scoperto? Perché a volte, separarsi è il modo migliore per smettere di farsi del male.
TRADIMENTO: Come perdonarlo?
Se dopo aver meditato a fondo si arriva alla conclusione che è meglio dare una nuova opportunità al fedifrago, bisogna rendersi comunque conto che perdonare l’infedeltà non è facile. Tuttavia, ci sono alcuni passaggi potrebbero aprire la strada verso questo tipo di recupero del rapporto.
Prendersi del tempo per stare da soli. Serve per meditare sull’importanza di tornare insieme o no. E bisogna farlo senza lasciarsi influenzare dalle opinioni degli altri (familiari, amici o addirittura lo stesso partner). Non lasciare che il fattore economico o il “cosa dicono” influenzino la decisione finale.
Mantenere alta l’autostima e non lasciarsi vincere dal senso di colpa. Occorre valutare bene quanto in realtà si è contribuito alla situazione e pensare a che cosa si può fare per sistemare le cose e ricominciare da capo.
Assicurarsi che il partner sia veramente pentito e che voglia realmente impegnarsi a risolvere le cose, lavorando sodo per mesi o addirittura anni, pur di riacquistare la fiducia della persona tradita.
Rinunciare a vivere sotto lo stesso tetto mentre si cerca la via della riconciliazione. Meglio vedersi per appuntamenti, come quando ci era conosciuti ed era iniziata la relazione
Mettere in chiaro senza timori o esitazioni l’entità del dolore causato dall’azione del partner e e fargli capire, anche in maniera brutale, quanto il suo tradimento abbia sconvolto la sicurezza in lui.
Non ossessionarsi con la terza persona coinvolta, non cercarla o indagare sulla sua vita.
A questo punto, nulla può garantire che tutto, pur tra qualche sofferenza, possa tornare come prima perché comunque una cicatrice nel rapporto resterà per sempre. Ma, se dovesse andare bene, si avrà comunque modo di rinforzare l’intesa perché ciò che non distrugge la coppia la rende più forte e se invece dovesse andare male non si vivrà nel rimorso per non averci provato.
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