Morandi in tournée come a 18 anni : “Perché dovrei smettere?”

“Mi sento giovane e se continua Paul McCartney, più vecchio di me, posso farlo anch’io”, dice il cantante dopo il primo dei 19 concerti che fino al 28 marzo lo porteranno in giro per l’Italia. Per far vedere che il ragazzo che amava i Beatles e i Rolling Stones è ancora qui…

 

gianni morandi cop disco
Gli anni sono 72, i concerti oltre 4.000, le canzoni più di 600: Gianni Morandi è, per nostra fortuna, inarrestabile. E lo dimostra con la nuova tournée, partita il 24 febbraio da Rimini, che si concluderà a Milano il 28 marzo. Un tour in 19 tappe nel corso del quale, oltre ai suoi classici emergere, l’eterno ragazzo di Monghidoro presenterà le canzoni del suo ultimo album  d’amore d’autore, il quarantesimo in carriera, uscito nel novembre scorso, a quattro anni di distanza dal precedente e a 55 anni dal primo, che dà il nome al tour. A chi gli chiede “Ma ce n’era proprio bisogno di rimettersi a girare negli stadi?” il Gianni nazionale ironicamente risponde: “Sono ancora giovane e se continua Paul Mccartney che ha cominciato a cantare con i Beatles nel 1962 come me, perché non dovrei farlo anch’io?” Ed eccolo lì, sul palco, con l’entusiasmo e la gestualità di sempre, a interpretare anche gli 8 brani che compongono la sua nuova fatica discografica e che sono stati scritti da grandi personaggi della musica italiana, con i quali Morandi non aveva mai collaborato, ad eccezione di Ivano Fossati, autore della bellissima Ultraleggero.

gianni morandi
L’emozione del pubblico è tanta quando passa dal brano scritto da Elisa a quello di Levante (“Un brano difficilissimo da cantare, finisco col fiatone”), che insieme a Fiorella Mannoia sono le tre presenze femminili dell’ album. Le tre artiste sono in ottima compagnia, perché ad affiancarle in questo album ci sono anche il vincitore dell’ultimo Sanremo Ermal Meta, Giuliano Sangiorgi, Tommaso Paradiso dei The Giornalisti, Paolo Simoni e Luciano Ligabue, autore del singolo Dobbiamo fare luce, brano che ha dato il via a tutto il progetto: “E’ un pezzo “alla Ligabue”, dice Morandi, “ma credo e spero di essere riuscito a farlo un po’ mio. Luciano è un grandissimo artista e aver collaborato con lui per questo album mi ha reso davvero felice”.
Ma da dove è nata l’esigenza di questo nuovo progetto?
“Dopo il grande tour insieme a Baglioni mi hanno chiesto di ripartire da solo. Non volevo cantare solo i miei brani storici e soprattutto avevo voglia di cantare ancora l’amore, così ho chiesto ad autori che stimo molto di scrivermi delle canzoni, dando loro un solo input: scrivete d’amore!”


Il risultato è questo disco in cui, gli otto autori raccontano la loro maniera di vedere quell’amore a cui Morandi dà voce, perché “per me l’amore è il motore di tutte le cose. Senza amore si sta male e a me piace ancora tanto cantare l’amore”. E alla domanda della moglie, che tra le mura domestiche gli chiede: “Ma tu, quanto vuoi cantare ancora?” Morandi non ha alcuna esitazione a rispondere: “Stare nella musica mi fa sentire bene, mi aggrappo agli applausi della gente. E comunque promettimi che mi avviserai cinque minuti prima che diventi patetico”. E giusto per dimostrare quanto la sua ironia e la sua simpatia non vengano mai meno, aggiunge: “Ci sono tre fasi nella vita che bisogna sempre tenere presenti: la prima è quando tu sai che stai perdendo colpi ma il tuo interlocutore non lo sa;  la seconda è quando tu perdi colpi e il tuo interlocutore lo sa e la terza è quando tu perdi colpi ma non lo sai, mentre il tuo interlocutore lo sa”. Esempio di rara umiltà, nonostante l’età e l’esperienza, ammette: “Vado spesso a vedere i concerti dei miei colleghi perché ho sempre da imparare da tutti e mi è rimasta la curiosità di vivere il mondo della musica, perché questo lavoro mi piace ancora tanto e mi piace viverlo anche da spettatore”.
E allora, prendendo in prestito il titolo del brano scritto dal leader dei Negramaro, Giuliano Sangiorgi non possiamo che salutare Gianni dicendogli semplicemente: Che meraviglia che sei!

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