Nella fiction L’isola di Pietro, da domenica 24 su Canale 5, il cantante interpreta un medico che vuole non solo curare, ma soprattutto stare in mezzo alla gente. “Quello che in fondo ho sempre fatto io con le mie canzoni”, dice. Da “Fatti mandare dalla mamma” all’ultima hit in coppia con Rovazzi, che lo ha reso popolare anche tra i giovanissimi
Gianni Morandi nei panni del protagonista, il pediatra Pietro.
Simpatico, gentile, spiritoso e ironico: è lui il Gianni nazionale, che, gasato come un ragazzino, non trattiene il suo entusiasmo per la nuova esperienza televisiva, che dopo 20 anni dall’ultima fiction girata, lo riporta sul piccolo schermo. Il suo è un rientro televisivo in grande stile, perché Morandi ne L’isola di Pietro, interpreta il ruolo del protagonista del titolo: Pietro, un pediatra, punto di riferimento non solo professionale, ma soprattutto umano, di tutta la comunità dell’Isola di Carloforte, uno degli splendidi paradisi sardi in cui la serie tv è stata girata. Sei puntate, in onda su Canale 5 da domenica 24 settembre, che vedono Morandi impegnato nel ruolo cardine di una storia che ha i risvolti del mistery e del crime.
Insieme al regista Umberto Carteni
Diretto dal regista cinematografico Umberto Carteni, alla sua prima esperienza sul piccolo schermo, Morandi dichiara: “Sono entusiasta di questa esperienza! Negli oltre tre mesi passati sul set, si è creato un bellissimo rapporto con tutti i componenti del cast: siamo diventati quasi una grande famiglia e da spettatore devo dire che questa storia mi è piaciuta molto”. Ma come mai dopo tanto tempo dall’ultima prova attoriale ha deciso di tornare a recitare? “Perché negli ultimi 20 anni non mi era mai stato proposto nulla che mi piacesse. Così mi sono dedicato alla musica, ai dischi, ai concerti e anche a Sanremo. Ora ritengo che sia arrivato il momento giusto per riprovarci e mi sembra anche di essere più credibile, anche se tutti sappiamo che non sono un attore”.
E in effetti, gli sceneggiatori il personaggio di Pietro glielo hanno proprio cucito addosso perché il pediatra che interpreta, ha le stesse passioni di Morandi: la corsa, il giardinaggio e l’amore per gli animali, che nella fiction prende il nome di Mirto, il labrador con il quale condivide la vita dopo la morte della moglie.
Con il labrador Mirto, suo compagno televisivo.
Come si è sentito Gianni Morandi a indossare i panni del medico?
“Quando ero bambino, a Monghidoro c’erano tre figure di riferimento: il parroco, il maresciallo e il dottor Gaggioli che era il medico del paese e che io ho sempre visto come una persona comunicativa, capace di stare in mezzo alla gente, che poi è quello che da sempre cerco di fare anch’io, con le mie canzoni e che ho cercato di fare anche interpretando questo ruolo”.
Sul cast, composto da tanti giovani attori, aggiunge: “Questo mio bellissimo mestiere non smette mai di farmi imparare: è successo anche con tutti i ragazzi che hanno lavorato con me e con il quale si è creato un rapporto davvero forte”. A proposito di ragazzi, l’esperienza della canzone incisa insieme a Rovazzi come è andata?
“E’ stata molto divertente: lui è una persona educata, sveglia e intelligente. Grazie a lui, ho passato tutta l’estate con ragazzini dai 6 ai 15 anni che mi chiamavano ‘l’amico di Rovazzi’ e mi chiedevano come stava mia moglie dopo il rapimento (la scena è presente nel video della canzone, dove Anna, la moglie di Morandi viene rapita; ndr).”
Durante l’intervista un Morandi entusiasta ed emozionato.
E come non parlare del Morandi social? Lui che su Facebook hai una fan page seguita da oltre due milioni e mezzo di followers di tutte le età, come si comporta con gli heaters? “Rispondendo sempre con il sorriso! Per esempio, a quello che mi scrive ‘sei vecchio, ritirati’ io replico: ‘ancora un paio di settimane e lo faccio’. Li smonto con l’ironia, perché se dovessi rispondere in modo scontroso o arrabbiato non creerei nessun dibattito ma fomenterei solo il loro voler essere protagonisti attraverso l’attacco.”
E quindi, al diavolo gli heaters e stiamo tutti pronti davanti alla Tv, per scoprire qual è il mistero che Morandi, nei panni del pediatra Pietro, aiuterà a risolvere. In attesa della seconda serie, che i produttori hanno annunciato è già in fase di scrittura: “Sì, ma sbrigatevi, perché mi rimangono ancora pochi mesi di energia”, replica loro l’eterno ragazzo.
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