La risposta è affermativa perché “Momenti di trascurabile felicità” che abbraccia una visione del mondo poco femminile risulta alla fine carino. E l’autore Francesco Piccolo dovrebbe ringraziare il bravo protagonista Pif
MOMENTI DI TRASCURABILE FELICITA’
Regia di Daniele Luchetti con Pif, Thony, Renato Carpentieri Liberamente tratto da Momenti di trascurabile felicità e Momenti di trascurabile infelicità di Francesco Piccolo
Avete mai letto i libri di Francesco Piccolo? Scrive bene, ha fantasia ed è pure abile nell’azzeccare gli argomenti giusti, quelli perfetti per dibattere nei talk show televisivi, ma è decisamente insopportabile. Presuntuoso, maschilista della peggior specie, appartiene a quella categoria di uomini che sul loro sprezzante egoismo ci costruiscono un universo. Scherzano sopra ai loro difetti e anzi li esibiscono prima di tutto alle loro donne, facendo poi i simpatici e quelli che una bugia mai. Perché, tanto per dire, un tradimento confessato non è più neanche un tradimento. Non solo, ma tradimento confessato, tradimento perdonato e annullato.
Li avete incontrati, vero, uomini che si mettono a nudo e ti fissano con occhi teneri da cucciolo, o con lo sguardo in tralice, alla Mickey Rourke, convinti di trascinare nella loro sconfinata autoindulgenza il mondo intero? In testa alla marcia ovviamente tutte le loro conquiste, ultima vittima compresa.
Va be’, lo so, maschilista è un termine che odora di vecchio, ma come definireste un uomo che si mette regolarmente al centro dell’universo? Che pensa di essere il più intelligente, il più spiritoso, il più figo e… che cosa ci può fare se tutte le donne gli cascano ai piedi? Non è lui che ci prova, sono loro che arrivano come api sul miele. Nessuna responsabilità per queste Jessica Rabbit coi boxer: sono gli altri, gli dei pagani o chissà quale altra divinità ad averli disegnati così.
Il nostro maschilista analizza il mondo con sguardo acuto. Che non gli serve solo per apprezzare qualche bel culo stretto in un paio di jeans: no, le sue osservazioni sono sempre ironiche e baciate dal dono della leggerezza. Il nostro eroe gode di momenti di trascurabile felicità (o infelicità) che poi altro non sono che cazzeggio travestito da riflessioni da flaneur metropolitano (o di provincia, a seconda dei casi).
Che sia il tempo messo da un fiorista per confezionare un bouquet o i vezzi inspiegabili degli automobilisti in coda. O le prevedibili frasi fatte di dopo l’amore, lui sa impacchettarle nel modo giusto, portandoti dalla sua parte. E neppure ti lamenti se ti arriva una pacca sul sedere. Ma quanto è simpatico! Sì, magari a volte è insopportabile, ma come fai a prendertela con uno così? Infatti i suoi libri sono divertenti e si vendono come il pane. E infatti uomini come lui ti fregano regolarmente.
Ma se qualcuno decide di fare un film dai suoi libri, che poi significa un film sull’autore, deve correre ai ripari: l’impresa è ardua, perché le storie sono di carta velina che appena la tocchi si strappa. Prima passo, dunque, scovare il protagonista giusto. E Daniele Lucchetti ha fatto centro, scegliendo Pif! Uomo di innata strabordante simpatia, che riesce a far svaporare tutta l’insopportabilità del personaggio.
Che succede, quindi? Che a Pif (speriamo che Francesco Piccolo gli sia molto riconoscente), la spettatrice perdona tutto. Dai tradimenti, alle dimenticanze sui figli, alla superficialità riconosciuta come pratica di vita quotidiana. Perché nel profondo ci credi che quel tipo ha un cuore di burro…
Pif dunque, alter ego dell’autore in una Palermo vagamente magica, dove la vita presenta il conto e agli inizi sembra anche molto molto salato. Occasione per un esame di coscienza che fa ripercorrere al protagonista tutta la sua vita. Fra distratte riflessioni, donne amate, lasciate, dimenticate, ritrovate e figli adorati ma non seguiti come sarebbe doveroso (per quello ci sono le mamme). Film fatto di poco, ma fatto molto bene.
Portatevi un bloc notes: le battute più carine vale la pena segnarsele che possono sempre tornare utili. Bravi tutti e alla fine ci diciamo che se non proprio perdonare la visione del mondo di Francesco Piccolo che coincide con lui, riusciamo per lo meno a sopportarlo.
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