Non la solita commedia all’italiana ma un film ch si vede volentieri grazie alla misura mescolata a una rigenerante leggerezza
Divorzio a Las Vegas
regia di Umberto Carteni
con Giampaolo Morelli, Andrea Delogu, Ricky Memphis, Grazia Schiavo, Vincent Riotta e con la partecipazione di Gian Marco Tognazzi
Ahi, ahi, sarà la solita commediuccia senza idee e, pigra, ti aspetti un filmettino. E invece ti ricredi subito, perché fin dalle prime sequenze ti trovi a tuo agio e più la storia va avanti, più il film ti diventa simpatico, ma molto simpatico. La trama è esile, un ragazzo e una ragazza, nel 1999, durante un viaggio scapestrato lungo le assolate strade degli Stati Uniti, mezzi storditi dal peyote, si sposano a Las Vegas. Ma era un gioco e non si vedranno mai più. Dopo 20 anni lei sta per impalmare un riccone e di quell’impedimento che la renderebbe bigama se n’è proprio dimenticata. Come il marito per caso, che sbarca il lunario facendo il ghost writer per i politici.
A risolvere la faccenda ci pensa un’avvocatessa molto in carriera, offrendo al coniuge 30mila euro per sistemare la questione e andare a Las Vegas per il divorzio. Il fatto di sapere fin dall’inizio il finale, non perché venga “spoilerato” ma perché era l’unico possibile, non guasta per niente il sapore frizzante del film.
Bella tutta la parte americana, girata senza risparmi, che sfrutta appieno l’immaginario cinematografico, presente anche nelle battute del protagonista che nei discorsi per i politici è abituato a pescare a man bassa dai dialoghi di film famosi e da frasi a effetto. E gli stralci del suo lavoro e del suo sapore punteggiamo il film strappando più di un sorriso.
Se fosse un film americano avrebbe potuto essere interpretato da Adam Sandler, da Bradley Cooper o da Gerard Butler. E, lo so, è un azzardo, ma tant’è, Giampaolo Morelli possiede la verve giusta per non sfigurare accanto a loro. E’ misurato in ogni sequenza, scanzonato, e pure belloccio e atletico quanto basta a spezzare i cuori anche delle donne più corazzate, come la sua complice sullo schermo.
Ecco, quello che rende questa commedia un film che si vede proprio volentieri è la misura mescolata a una rigenerante leggerezza. Vengono toccati tanti temi, vengono “rubate” tante situazioni, ma non c’è mai niente di stridente. Bravi!!!
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