E’ il tema conduttore del film “Il gioco delle coppie”, brillante commedia firmata da Olivier Assayas, che si diverte ad analizzare il nuovo rapporto tra ciò che accade tra le lenzuola e ciò che viene comunicato sui social
IL GIOCO DELLE COPPIE
regia di Olivier Assayas con Guillaume Canet, Juliette Binoche, Vincent Macaigne, Nota Hamzawi, Christa Théret
Olivier Assayas assomiglia molto a uno dei suoi protagonisti, Leonard, uno scrittore che riesce a raccontare solo episodi autobiografici. Lui, come Woody Allen, è convinto di camuffarli molto, ma chi lo conosce bene e anche chi lo conosce poco la pensa in modo diverso: tutto nei suoi romanzi è dannatamente riconoscibile, a cominciare dai personaggi femminili, una processione delle sue avventure. Assayas, raffinato, sofisticato regista francese porta sullo schermo i suoi interrogativi e scommetterei che quando invita gli amici a cena davanti a un bicchiere di ottimo vino, imposti la conversazione sulle stesse tematiche e parli come i personaggi del suo film.
Che cosa gli interessa dunque? La rivoluzione del digitale che ci impone di rivedere (resettare direbbero alcuni) tutti i nostri comportamenti e le relazioni sentimentali. Come a dire, il nuovissimo e l’antico, anzi, l’eterno.
Nel girotondo del film tutti discutono di tutto e tutti vanno a letto con tutti, attenti a non farsi scoprire, non per pruderie o paura delle conseguenze, quanto per una sensata e condivisibile difesa della sfera personale (che non è la privacy, ma qualcosa di ben più antico ed essenziale).
L’espediente narrativo a cui Assayas ricorre per mettere a fuoco le tematiche che gli stanno a cuore è un mosaico di personaggi intrecciati, un editore molto intelligente e colto, attento al nuovo ma affezionato senza nostalgia all’antico, la di lui moglie, famosa attrice di teatro che ha accettato di diventare protagonista di una fiction, lo scrittore scarmigliato di cui sopra, la compagna di lui, braccio destro di un politico famoso e una giovanissima esperta di digitale, neoassunta nella casa editrice che diventa – poteva essere diversamente? – amante dell’editore.
Le conversazioni di gruppo e a coppie alternate, con tutte le possibili combinazioni, sono argute, brillanti, come uscite dalla penna di uno scrittore del Settecento, il gioco della menzogna e il ping pong fra l’autenticità e la recita, fra il bisogno di calare la maschera e la necessità di non togliersela mai è fitto, ogni battuta è sferzante e al tempo stesso profonda e intelligente, così perfetta come nella realtà non potrebbe mai essere, ma l’invadenza della perfezione non disturba, anzi entusiasma e verrebbe voglia di annotarsi tutta la carne al fuoco e le possibili interpretazioni della realtà in subbuglio che ciascun personaggio estrae dal cappello, ognuno con le sue giustificazioni, ciascuno con la sua sensatezza.
Per lo spettatore è un piacere inseguire le battaglie dialettiche e decidere volta per volta con chi stare.
Il tema è denso, ma la leggerezza e il brio alla Woody Allen con cui si susseguono tutti i dialoghi, salvano il film da ogni sospetto di pesantezza.
Magnifico su tutti è Guillaume Cantet, nei panni dell’editore, alter ego del regista e sodale con lui nel non arretrare di fronte a qualunque ostacolo, a qualunque sfida l’accelerazione del presenta gli faccia trovare davanti.
E benissimo funziona la miscellanea ardita fra il digitale e l’amore declinato nella sua versione più infedele perché il nesso fra i due temi riguarda il loro rapporto con la messa in scena. Nell’invadenza del digitale abbiamo come conseguenza la smaterializzazione del reale che permette di sostituirlo con milioni di scenari differenti, ma virtuali, dall’altra troviamo l’adesione a un ruolo nella commedia della vita, ruolo che si modifica a seconda del contraltare di fronte a cui lo recitiamo.
Uno, nessuno e centomila, nella rete e fra le lenzuola. Un esercizio di stile che rivendica il primato dell’intelligenza, che si permette il lusso della cultura e non si vergogna di aderire al mondo delle élites, quello che alcuni definiscono con disprezzo l’ambiente dei radical chic, ma, sia quel che sia, c’è da apprezzare alla grande tutto il brio del film e soprattutto la capacità di avere fermato almeno per due ore un mondo in evoluzione e rivoluzione da cui non dobbiamo farci travolgere.
Assayas ci aiuta a padroneggiare i cambiamenti e ci dà alcune dritte per mettere dei punti fermi, anche se per il momento siamo solo spettatori del nuovo e non ci stacchiamo dall’antico, che sia un libro cartaceo o un amante fra le lenzuola. Ma tutti siamo molto curiosi di vedere come andrà a finire.
Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza. Daremo per scontato che tu sia d'accordo, ma puoi annullare l'iscrizione se lo desideri.AccettaLeggi
Privacy & Cookies Policy
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.