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Sanremo 2021: siamo al giro di boa

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In attesa della terza serata in cui si esibiranno tutti e 26 i cantanti in gara, tiriamo le somme e ci chiediamo: fino a che ora durerà questo terzo appuntamento?

Questa sera saremo al giro di boa del 71° Festival di Sanremo e, grazie agli ascolti delle prime due serate, speriamo che il Direttore Artistico si sia reso conto che reiterare gli errori del passato non paga. L’edizione dello scorso anno, malgrado fosse andata benissimo a livello di pubblico televisivo, era stata criticata da più parti per le serate eterne e per l’inserimento di decine di ospiti spesso decontestualizzati e inutili, ma evidentemente non si è pensato di porvi rimedio. Ci ritroviamo così con interviste a campioni dello sport che, benchè assolutamente di rilievo, nulla ci azzeccano con la canzone italiana.  Nella prima serata, a notte fonda, va in scena l’esibizione della Banda della Polizia di Stato, che ha ammazzato i pochi sopravvissuti fino a quell’ora. Non parliamo poi degli innumerevoli ed eterni siparietti da Bar Sport dei due conduttori, con un Amadeus che si spacca di risate, che evidentemente divertono solo lui: uno o due passino, ma un “simpatico battibecco” ogni mezz’ora, anche no, grazie. Nessuno discute la difficoltà di reggere uno show di questa importanza senza il sostegno del pubblico in sala, ma proprio per questo un allestimento più sobrio, senza tanti orpelli, costose ospitate e magari maggiormente focalizzato sulla musica sarebbe stato più apprezzato. D’altro canto è stata creata anni fa ad hoc una “serata tributo” dove avrebbe potuto essere veicolato tutto questo, senza inflazionare presentazioni dei brani in concorso. A  questo punto non oso immaginare gli orari che si potranno toccare stasera, dovendosi esibire tutti e 26 i cantanti insieme ai loro ospiti.

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Un’altra considerazione la farei anche sulla selezione del cast, che ormai da anni ha aperto, giustamente, alla scena trap, indie etc, per svecchiare la manifestazione a attirare in qualche modo un pubblico più giovane. Premesso che operazioni analoghe sono state fatte più volte dagli anni 70 in poi, senza ottenere risultati apprezzabili, va inoltre osservato che negli ultimi due anni questa cosa sta andando un po’ fuori controllo, presentando nella categoria “Campioni” nomi sconosciuti ai più, né più né meno come i concorrenti della sezione “Giovani”. E’ vero che i nomi importanti non verranno mai in gara a Sanremo, ma forse continuare con la filosofia Baudiana per la quale al Festival un brano italiano inedito lo promuovi solo se sei in concorso, potrebbe essere un incentivo. L’attuale direzione artistica ha abbattuto anche questo tabù e l’anno scorso almeno 2/3 inediti italiani sono partiti dall’Ariston, quest’anno già uno: vediamo che succede nei prossimi giorni.

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Le canzoni si perdono un po’ in tutto questo, con un pezzo di Ermal Meta non certo tra i suoi migliori, in testa alla classifica e un buon piazzamento di Irama, a rischio eliminazione per un collaboratore positivo al Covid. In mezzo ai tanti nomi “sconosciuti” colpiscono Colapesce & Dimartino e La Rappresentante di Lista, con due brani piuttosto furbi che potrebbero lasciare il segno. Tra mille polemiche, una Orietta Berti, fedele a se stessa, porta un brano misurato esattamente sulle sue capacità vocali di oggi, in cui valorizza i toni bassi e non cerca di strafare con i soliti finaloni dove ogni tanto si perde. Arisa canta Gigi D’Alessio e non convince, così come Renga, che da tempo non sembra trovare un pezzo “giusto”.

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Tra le note positive l’abolizione dell’eliminazione diretta a coppie per il girone “Giovani”, che in molti casi aveva privato di un’occasione artisti veramente promettenti e l’ottima scelta (almeno fino ad oggi) delle presenze femminili, in verità relegate a figure estremamente marginali dagli ingombranti conduttori. Abbiamo apprezzato nella prima serata la spontaneità di Matilda De Angelis, che stupisce nell’ottima interpretazione di “Ti lascerò”, brano non certo facile e la stellare Elodie, che spazia senza fare una piega da un medley quasi in stile J.Lo al “Trottolino amoroso dudu dadada”, per chiudere con una cover di Mina in chiave jazz. Magnetica.

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Restano ancora tre serate, vediamo se qualcuno trarrà insegnamento da cosa è successo nei giorni scorsi, anche se ne dubito fortemente.

Image credits: Instagram

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