RIFLESSI DI CINEMA

Signore, portate i vostri uomini a vedere “Le Mans” (e vi piacerà)

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La storia della grande rivalità sulle piste automobilistiche tra la Ford e la Ferrari nasconde anche la sfida tra forti personalità. E poi ci sono Matt Damon e Christian Bale, già in corsa per l'Oscar come migliori attori

 

Le Mans ’66 La grande sfida

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regia di
 James Mangold
con Matt Damon, Christian Bale, Tracy Letts, Remo Girone, Caitriona Balfe, Noah Jupe

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Basato su una storia vera. Come ormai la maggior parte dei film e delle Serie Tv. I produttori oscillano fra due estremi, o abbracciano la più sfrenata irrealtà dei supereroi o spiano dal buco della serratura qualcosa di realmente accaduto, spesso poco conosciuto. Questo è il cinema oggi, neppure da commentare, è un dato di fatto.
Non sono un’appassionata di corse, non so niente di Formula 1 e sono entrata in sala un po’ prevenuta, perché sapevo che il film si sarebbe svolto al cento per cento sulle piste. Invece, mi ha conquistato da subito con il “trucco” migliore: l’umanità.

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Certo, si racconta di Le Mans, di Ford e Ferrari che si sfidano all’ultimo centesimo di secondo. Ma si racconta soprattutto la storia di due uomini, persone eccezionali. Carroll Shelby, che nel ’59 vince la 24 ore di Le Mans, deve smettere di gareggiare per una grave patologia cardiaca, così si dedica a progettare e vendere automobili, vedendo spesso Ken Miles, amico e collaudatore, dotato di un incredibile talento per la guida, ma anche di carattere poco diplomatico. Saranno loro, team agguerritissimo targato Ford a cercare di sconfiggere la Ferrari a Le Mans. Contro tutti, con un nuovo veicolo messo a punto da loro stessi che avrà anche il compito di “lucidare” il marchio Ford, facendo smettere gli appassionati di dire che quelle auto andranno anche bene ma sono le più brutte del mondo.

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La sfida automobilistica ne nasconde un’altra, quella umana. Con caratteri che si scontrano, invidie e tradimenti e con la ragione commerciale che si scontra con le passioni. Era l’epoca in cui nasceva il marketing, che imponeva la centralità del marchio contrapposta al talento individuale. Qualcosa che non si compra né si impara, qualcosa con cui si nasce ma che da solo, non educato e non addolcito, alla fine vale ben poco e finisce per essere perdente. Ovvio che senza due interpreti di superlativa bravura, come Matt Damon, l’allenatore, e Christian Bale, il pilota, non se ne sarebbe fatto nulla. Due attori pronti per la nomination all’Oscar.

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In un cameo, quello di Enzo Ferrari, c’è Remo Girone. Austero e credibile.
Portateci i vostri uomini, mariti, amanti, amici o figli: rimarranno tutti incantati dalla sfilata di superbe auto d’epoca, dalle linee di potente eleganza.

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