RIFLESSI DI CINEMA

“Tutta un’altra vita”: consigliato a chi non rinuncia mai ai sogni

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Il film di Alessandro Pondi con Enrico Brignano e Ilaria Spada è un invito alla libertà, a non lasciarsi scappare le occasioni. A non arrendersi alla realtà, un invito pure a fregarsene parecchio delle regole. Forse troppo

 

Tutta un’altra vita

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un film di
 ALESSANDRO PONDI
con ENRICO BRIGNANO, ILARIA SPADA, PAOLA MINACCIONI,
MAURIZIO LOMBARDI, MONICA VALLERINI, DANIELA TERRERI
 e con ROSSELLA BRESCIA
. Con la partecipazione amichevole di 
PAOLO SASSANELLI
 e con la partecipazione di
 GIORGIO COLANGELI

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Il segreto delle commedie è il ritmo: imperdonabile perderlo, sanzionate tutte le lungaggini. Alessandro Pondi si è lasciato prendere la mano. Se avesse tagliato un quarto d’ora al suo film, lo avrebbe di sicuro migliorato. Chissà, forse si è innamorato del suo protagonista anche se Enrico Brignano è misurato e non sembra desideroso di strafare. Ma tant’è, il difetto principale del film sono proprio alcuni momenti inutilmente dilatati, soprattutto nella prima parte, poi si ingranano meglio le marce.
E il risultato finale è simpatico, in un film divertente che non scade mai nella volgarità (e questo è un gran pregio per un prodotto leggero italiano). E un cast si impegna per non eccedere nel macchiettistico, riuscendoci quasi sempre.

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La trama, ridotta all’osso: Gianni è un taxista che sogna di vincere almeno una volta qualche decina di migliaia di euro al gratta e vinci o al superenalotto per mettere a posto quelle tre cosette che gli renderebbero la vita più semplice, è un brav’uomo, affezionato ai figli e alla moglie, ma animato da quel lato cialtrone così tipico di tanti.
Lato che affiora quando il destino gli offre un’occasione alla quale è difficile dire di no: una mattina accompagna all’aeroporto una ricca e pure antipatica coppia in partenza per le Maldive. Gente così taccagna da dargli dieci euro in meno, forse li avrà dopo una settimana, quando andrà a riprenderli. Sul taxi però i due hanno dimenticato le chiavi di casa e quando Gianni se ne accorge è troppo tardi per restituirle.
Il mazzo è una tentazione irresistibile e non cedere va al di là delle sue forze. Così entra nella lussuosa villa dei due e passo a passo se ne impossessa, prima la piscina, poi la casa, l’idromassaggio, la dispensa zeppa di caviale e champagne e un invito a un party.

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Poteva forse non entrare in gioco anche una donna? Infatti arriva, la spigliata Ilaria Spada che si confronta con un ruolo importante e lo regge.
Ogni bugia ne chiama un’altra, già reggere un tradimento è complicato, figuriamoci quando l’infedeltà ha come contorno “tutta un’altra vita”. I tasselli torneranno faticosamente al loro posto assieme alle risposte per tutti i dubbi dello spettatore (tanto per dire: ma possibile che due se ne vadano via e nella villa de luxe non si presenti mai un custode o una domestica? Possibile e ci spiegheranno il perché).

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Tutta un’altra vita è un invito alla libertà, a non lasciarsi scappare le occasioni. A non rinunciare mai ai sogni, un invito pure a fregarsene parecchio delle regole. Forse troppo.
L’idea di partenza è comunque intrigante, di quelle perfette per essere copiate dal cinema americano e replicate con un cast di serie A. Stiamo a vedere se succederà. Intanto accontentiamoci di sognare con Gianni il taxista e la bella Ilaria Spada, che per l’occasione sfoggia le sue antiche doti di ballerina, piroettando con grande agilità.

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