donne generose
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Lo conferma anche la genetica: noi donne siamo più generose

Una ricerca universitaria ha scoperto che il cervello femminile rilascia una maggiore quantità di dopamina, il neurotrasmettitore che dopo un’azione altruista fa sentire appagati per il gesto e quindi più propensi a ripeterlo. Ma forse c’è (purtroppo) dell’altro: il condizionamento sociale

 

Le donne sono geneticamente più generose degli uomini. Lo ha stabilito uno studio condotto dall’università di Zurigo, secondo il quale alla base dei comportamenti altruistici ci sarebbero differenze d’origine neurobiologiche tra maschi e femmine. È stato infatti osservato che i due generi, quando sono impegnati in comportamenti generosi, reagiscono in modo leggermente diverso in termini di dopamina, il neutrasmettitore legato alle sensazioni di benessere coinvolto nel circuito della ricompensa. In particolare, le donne hanno una risposta neurochimica più gratificante rispetto ai maschi.

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La ricerca, pubblicata dalla prestigiosa rivista Nature Human Behavior, si è svolta in due momenti sperimentali distinti. Nel primo i volontari – suddivisi in due gruppi, uno trattato con una sostanza che blocca l’azione della dopamina e l’altro con un placebo, e successivamente invertiti – dovevamo decidere se condividere con altri o tenere per sé una data somma in denaro. E le donne nella prova senza il farmaco inibente si sono rivelate più generose degli uomini (51 per cento contro 40 per cento). Ma quando nel gruppo libero veniva bloccata l’azione della dopamina, le donne diventavano meno disponibili alla condivisione e i maschi, al contrario, più propensi a donare.
Nella seconda prova, attraverso tecniche di neuroimaging, si osservava in diretta l’attività cerebrale dei soggetti impegnati nella decisione di donare. Si è così scoperto che l’area responsabile della ricompensa si attiva di più nei cervelli femminili durante le decisioni che implicano generosità e in quelli maschili quando si attuano scelte egoistiche. Questo avviene perché la quantità di dopamina, il neurotrasmettitore rilasciato dopo un’azione altruista che fa sentire appagati per il gesto in sé e quindi più propensi a ripeterlo, è più presente nei cervelli delle donne.

Secondo gli stessi ricercatori, tuttavia, questi risultati vanno presi con cautela perché la differenza di comportamento rilevata nei due sessi potrebbe non essere genetica, ma dettata da decenni di modellamento culturale.
Fin da piccole, infatti, le femmine vengono maggiormente premiate per i comportamenti altruistici rispetto ai coetanei maschi, incoraggiate a essere gentili, generose e disponibili e questo condizionamento sociale “insegna” ai loro sistemi di ricompensa ad aspettarsi una gratificazione per i comportamenti altruistici. Dunque, alla fine, è innegabile che le donne siano più gentili e generose degli uomini, ma non sono tanto i cromosomi a spiegare questa differenza quanto i condizionamenti sociali e culturali.
Insomma, come direbbe Jessica Rabbit: “Non sono così buona… E’ solo che mi disegnano così”.

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