Il vero spettacolo sono Matthew McConaughey e Anne Hathaway

Lui bello e muscoloso, lei bionda e misteriosa come le dark lady degli Anni 40: i due protagonisti di “Serenity” salvano un film che forse al regista Steven Knight è un po’ scappato di mano

 

Serenity

serenity locandina

Scritto e diretto da STEVEN KNIGHT
con MATTHEW McCONAUGHEY, ANNE HATHAWAY, DJIMON HOUNSOU, DIANE LANE

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Appena è finito il film, mi sono detta: e adesso come si fa? Da che parte lo prendo questo strano oggetto? Ero in balia di impressioni contrastanti, molte immagini mi erano rimaste dentro, altre mi erano sembrate assurde, altre ancora mi avevano infastidito e mi ero arrabbiata per scivoloni inutili e per un virtuosistico contorto arrampicarsi sugli specchi per far tornare i conti. Eppure, nonostante il senso di disagio, in Serenity non erano pochi i “fermi immagine” che mi portavo dentro. Insomma, come bilancio finale non potevo dire che il film mi fosse dispiaciuto, ma la sensazione di avere tra le mani un gran pasticcio restava. Così ho lasciato decantare il film che ha un regista di incredibile bravura, con un curriculum in cui ci sono solo capolavori.

Film_Serenity

Come sceneggiatore firma una serie di gioielli, a cominciare da Piccoli affari sporchi (2002, film di Stephen Frears) che gli vale una nomination agli Oscar e poi quella meraviglia che è La promessa dell’assassino (2007, regia di David Cronenberg). Prima di Serenity, come regista dirige Locke, con Tom Hardy un capolavoro di scrittura, di regia, di chirurgica precisione e strabordante di idee geniali. E non è tutto, Steven Knight è anche romanziere, scrive libri per bambini, lavora per la tv e ha all’attivo persino qualche dramma teatrale. Quindi, era lecito aspettarsi di più, visto poi gli attori che lo affiancano nell’impresa. Gente di serie A de luxe, fra cui Matthew McConaughey, Anne Hathaway e Diane Lane.

serenity-Matthew-McConaughey-film

Il film inizia bene, su un’isola tropicale che immaginiamo da qualche parte nei Caraibi (il set era a Mauritius) con personaggi d’altri tempi. Eroi dalle tinte forti, fin troppo, omaggio agli stereotipi di certi film di genere. Da quelli d’avventure ai noir classici, però tutto gustoso. C’è un bellone dal passato misterioso che porta in giro i turisti per la pesca d’altura, il suo mozzo, un nero di antica saggezza. La sua amante, che è la bella del luogo e che gli dà spesso una mano (e anche soldi). E c’è un locale con un barman che serve rum e un negozio, l’unico del posto, dove si vende tutto quel che serve. Un paese piccolo, dove le voci corrono, dove tutti sanno tutto. Un luogo così stereotipato da apparire quasi irreale. O forse un gioco ardito.
La svolta avviene con l’arrivo della ex moglie di lui accompagnata dal nuovo marito. Farabutto e miliardario, oltre che sadico e violento: la donna chiede al suo ex di ammazzarglielo durante una battuta di pesca.

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Anne Hathaway è bionda come le dark lady degli Anni 40, ha abiti splendidi e adeguati. Matthew McConaughey è una via di mezzo fra Corto Maltese e il capitano Achab. E in più esibisce i muscoli più belli, non solo dell’isola ma forse di tutto il cinema recente. In mezzo irrompe anche il figlio, che odia il patrigno e passa tutto il suo tempo incollato al computer.

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Da qui in poi al regista sfugge un po’ tutto di mano e a noi spettatori pure. Se non si sta a pensarci troppo però, le immagini, il mare, le battute di pesca e molte sequenze, comprese quelle d’amore (Matthew non è niente niente male) non sono da buttare via. Insomma, provaci ancora Steven che la fiducia in te non l’abbiamo persa.

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