Capita a volte di sentirsi traditi da persone con le quali abbiamo condiviso tanto. Ma, invece di lamentarsi e recriminare, conviene fare una riflessione sul nostro modo di intendere il rapporto con gli altri
Ho 47 anni e sono fresca da una profonda delusione ricevuta da quella che credevo fosse una mia vera amica. Dopo aver condiviso per tanti anni le esperienze più importanti (dai primi amori alle vacanze, dalle esperienze lavorative fino alla maternità) una sua scelta troppo diversa dal mio modo di pensare mi ha fatto sentire esclusa e quindi tradita. Ora mi chiedo: ho capito davvero che cosa è l’amicizia? Roberta – Torino
Quando ci esprimiamo con le parole, noi utilizziamo in genere vocaboli il cui significato riteniamo univoco per tutti coloro che parlano la nostra lingua. Ma questa convinzione è spesso alla base di grandi e profonde incomprensioni con gli altri. Il termine “amicizia” è tra quelli più fraintesi. Durante una comunità di ricerca, una pratica filosofica che si esercita attraverso riflessioni di gruppo intorno a un tema particolare, mi accorsi che le risposte alla domanda “Che cosa è l’amicizia?” non erano così universali come mi ero immaginata. Per esempio, il concetto di “tradimento” non era considerato da tutti applicabile a un rapporto di questo tipo e perfino le aspettative rispetto a ciò che dovrebbe fare o non dovrebbe fare un amico risultavano molto varie e variabili. Questa premessa aiuta a capire come un’amicizia a volte possa far soffrire essenzialmente a causa delle differenti idee e aspettative di due persone legate tra loro da questo genere di relazione.
Già Seneca ci ammoniva sul fatto che spesso a farci irritare sono proprio le aspettative ottimistiche che noi abbiano rispetto agli altri. Chi non ha mai provato a essere deluso da un amico o non ha mai deluso un amico? La complessità dell’essere umano fa sì che i suoi comportamenti non siano sempre prevedibili. Quindi, nessuno può considerarsi immune da una eventuale delusione provocata da rapporti con gli altri che non hanno seguito il corso auspicato. Le amicizie che durano tutta la vita, forse, sono basate su un grande senso di tolleranza reciproca, di accettazione degli altrui cambiamenti e dal desiderio di mantenere un rapporto basato sul sentimento, perché il vero collante è comunque l’affetto. Ciò, però, non significa che dobbiamo rinunciare ai nostri valori più profondi in nome di un’amicizia da salvare a tutti i costi: interrogarsi sui propri bisogni è sempre una buona regola che ciascuno di noi deve seguire per proteggere il miglior amico di se stesso, cioè se stesso.
Quindi, quando e se il comportamento dell’altro si allontanano troppo dal nostro modo di pensare e ci provocano ferite profonde, forse è più saggio non ostinarsi a voler salvaguardare il rapporto con lui, ma preservare invece noi stessi, accettando il principio che nulla nella vita è immutabile.
La paura di venire delusi non deve tuttavia rischiare di diventare una barriera verso ulteriori incontri. Le nuove amicizie, in qualunque periodo della vita si presentino, possono sempre rivelarsi una fonte di arricchimento. E, in più, a una certa età l’esperienza acquisita aiuta a compiere scelte più consapevoli e ad avere maggior capacità di rielaborare eventuali nuove delusioni.
Detto tutto questo, pur con i rischi che abbiamo visto e dei quali dobbiamo essere sempre consapevoli, l’amicizia è uno dei fondamenti della nostra vita, un sentimento che sotto molti punti di vista è simile all’amore, e altrettanto prezioso. Non a caso, è stato un tema molto trattato dai filosofi. Basti ricordare Cicerone e il suo dialogo Laelius de amicitia nel quale troviamo queste sagge e illuminanti parole: “In qual modo potrebbe essere vitale la vita che non è fondata sulla benevolenza reciproca di un amico? Che cosa c’è di più piacevole dell’avere qualcuno con cui puoi parlare come con te stesso? Quale grande vantaggio potresti avere nei momenti buoni se non avessi qualcuno che si rallegrasse con te? Ma sarebbe difficile anche sopportare le avversità senza qualcuno che ne sentisse maggior rincrescimento di te. Infatti l’amicizia rende gli eventi favorevoli ancora più splendidi e l’avversa fortuna, condivisa con altri, più tollerabile”.
a voler ben ragionare l’amicizia è un sentimento di gran lunga migliore dell’amore, l’amicizia è e basta, si accetta l’amico/a per come esso è, se ne accettano i lati deboli e ci si appoggia ad esso nei momenti di nostra debolezza, RECIPROCAMENTE.
l’amore è un connubio di elementi interconnessi, attrazione fisica, interscambio, complicità, fedeltà, possesso… spesso è sufficiente che manchi uno solo di questi elementi per mettere in dubbio il grande sentimento chiamato amore. Per questo il “tradimento di un amico/a è molto più devastante e se non lo fosse non si tratterebbe di amicizia
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a voler ben ragionare l’amicizia è un sentimento di gran lunga migliore dell’amore, l’amicizia è e basta, si accetta l’amico/a per come esso è, se ne accettano i lati deboli e ci si appoggia ad esso nei momenti di nostra debolezza, RECIPROCAMENTE.
l’amore è un connubio di elementi interconnessi, attrazione fisica, interscambio, complicità, fedeltà, possesso… spesso è sufficiente che manchi uno solo di questi elementi per mettere in dubbio il grande sentimento chiamato amore. Per questo il “tradimento di un amico/a è molto più devastante e se non lo fosse non si tratterebbe di amicizia