RIFLESSI DI CINEMA

“Drive me home”, il cammino lungo la strada della nostalgia

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Un film di progressivi slittamenti, flash back, vite dure, voglie di riscatto, fallimenti in agguato. La fatica di sbarcare il lunario e la malinconia che fa così male anche se si hanno solo 30 anni.

 

Drive me home

drive-me-home marco d'amore

un film di
 SIMONE CATANIA
con MARCO D’AMORE e VINICIO MARCHIONI

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Un uomo si aggira per umide strade del nord Europa, sbirciando fra i giganteschi Tir parcheggiati. Quando si avvicina a uno dei guidatori che si sta preparando un piatto di pasta, siamo sicuri che i due siano gli stessi ragazzini che abbiamo visto giocare nel prologo, in un’assolata campagna del nostro meridione. Il film procede con lento pudore, adeguandosi alle scarne parole che i due si scambiano. Mentre i caratteri si delineano man mano, facendo duettare l’irruenza spesso trattenuta di Vinicio Marchioni con la calma svagata di Marco D’Amore, immedesimato totalmente nel ruolo del camionista.

drive me home marco d'amore

Progressivi slittamenti, flash back, vite dure, voglie di riscatto, fallimenti in agguato. La fatica di sbarcare il lunario e quella nostalgia che fa così male anche se si hanno solo 30 anni.

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Film intessuto sulle minuzie, con uno svelamento lento di segrete sofferenze capaci di infrangere granitici tabù. Non voglio raccontare nulla della trama. Godetevi il lavoro degli attori, lasciatevi andare e salite anche voi sul camion, accompagnando i due protagonisti dal buio nord verso il sole del sud. Un fare luce simbolo forse banale, ma con un suo fascino del riavvicinamento fra i due bambini diventati ormai uomini. Così diversi eppure con un legame di sangue impossibile da rinnegare.

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