Luciana Littizzetto si confessa: “Il mio talento? E’ come la pipì”

“Infatti entrambi devono venir fuori per forza, inevitabilmente, e non c’è modo di trattenerli”, spiega la comica che affianca Fabio Fazio in Che tempo che fa. Che racconta anche come vive il suo ruolo di over fifty

 

Luciana Littizzetto è davvero una bomba a orologeria: quando inizia a parlare sai già di per certo che presto scoppierà la battuta. Seria per più di due minuti non ci sa stare. Anche quando inizia un discorso apparentemente serio, Lucianina – come la chiama affettuosamente il suo compagno di avventura televisiva del weekend, Fabio Fazio – ha già in serbo una bella sorpresa

Luciana, quanto sei cambiata negli anni? Sei una over fifty e questa è un’età di svolta per una donna…
Nel tempo sono cambiata, sono cresciuta… Non fisicamente, questo è evidente, e ho acquisito una profondità diversa da quando ero una ragazzetta o agli inizi della mia carriera. Da Fazio sono tredici anni che vado… Non so se rispetto a tredici anni fa sono meglio o peggio, certamente sono cambiata.

 

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Un sì che ti ha cambiato…
Beh, avevo fatto, negli Anni 90, Bravo grazie, un concorso di cabaret, presentato – attenzione – da Fabio Fazio e Moana Pozzi insieme a Bruno Gambarotta. Ho vinto e quello è stato veramente un sì che mi ha cambiato la vita.

Un no, una porta in faccia…
I fidanzati mi hanno detto parecchi no, devo dire…

 

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Radio, tv, scrittura, famiglia: la tua agenda è pienissima. Come fai a fare tutto?
Infatti è un casino! Intanto invecchiando dormo meno quindi ho tempo, quando mi sveglio di notte, di leggere. E poi sono piuttosto energetica. Poi ho questo grande entusiasmo per il mestiere che faccio. Quando sei felice di quello che fai, tutto diventa meno complicato.

Cos’è per Luciana Littizzetto, che ne ha tanto, il talento?
È una roba che è difficile da classificare; è qualcosa che tu percepisci ed è, per chi ce l’ha, un’urgenza, come la pipì: qualcosa che deve venir fuori, che viene fuori per forza, inevitabilmente. Prima o poi qualcuno ti scopre, perché è una bioluminescenza, come quella delle lucciole. Poi, insieme al talento, per riuscire a combinare qualcosa, bisogna avere il carattere, che è la cosa più importante in tutti i mestieri. A volte qualcuno ha un grandissimo talento però poi si ferma perché non ha la resistenza, la tenacia, la caparbietà, la versatilità.

 

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Hai studiato molto per avere questo talento? Tu vai spesso a braccio, ed è proprio questo ciò che piace molto di te.
Studiato in effetti no, perché ho fatto una semplicemente una scuola di teatro. Però mi piaceva scrivere, e per scrivere devi leggere, e più leggi più impari e al tempo stesso ti senti un ignorante. Quindi probabilmente arriverò a ottant’anni e mi sentirò ancora più stupida di quello che mi sento adesso.

L’originalità è uno dei tuoi tratti distintivi. Ed è anche quello che hai cercato da giudice nelle varie edizioni di Italia’s got talent. Ti è mai capitato di sbagliare un giudizio?
Probabilmente ne avrò sbagliati tanti. Bisogna ammettere che se ci dicessero “sali sul palco e in 100 secondi fai ridere” non sarebbe proprio una passeggiata di salute neppure per noi. È difficile perché sei agitato, tremi… Queste sono persone che non hanno alcuna esperienza, si trovano davanti 1500 persone, anche pronte a fischiare: si mettono insomma in una situazione molto molto difficile. E quindi bisogna maneggiarle con cura.

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Hai due figli Jordan, che ha 20 anni, e Vanessa, di 23: con chi dei due vai più d’accordo?
Dipende dai periodi. Con la femmina è più tranquilla la relazione, col maschio più conflittuale ma anche più divertente. Però vado d’accordo con tutti e due, dai.

Loro cosa dicono di te?
Jordan dice sempre che sono una “rompipalle, ci sei solo tu così, le altre mamme non sono così, sono molto meglio, “stai tranqui”, quelle cose lì che ti fanno venire un nervoso… Poi il sabato sera ti fanno dormire con un occhio aperto e uno chiuso e il giorno dopo sei in diretta, e lui arriva alle 3 e mezza, c’è la nebbia… ma è il ruolo della mamma, che ci devo fare…

 

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Meglio il ruolo di giurata a Italia’s got talent o quello di comica a Che tempo che fa….
La differenza tra le due trasmissioni è evidente, però sono sempre io in entrambi i casi. Non sono diversa perché tutte noi siamo delle donne, quindi complesse e multitasking. Quando sono da Fazio sono potente di pensiero, di comico, di aggressione, mentre a Got talent  è importante essere più empatica, tranquilla, anche materna in qualche modo. A volte ho visto della gente che mi faceva tenerezza: lì su quel palco si scommette un casino, e quindi anche solo per la loro scommessa tu devi rispettarli, non puoi massacrarli. Quando c’è uno che fa schifo, ovviamente lo devi prendere per il culo, ma lo fai solo se capisci che sta al gioco. Se invece è fatto di carta velina si fa attenzione.

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