La standing ovation riservata dalla platea dell’Ariston alla Bertè e a Irene Grandi, splendida fifty con cui ha duettato, è più che meritata, malgrado il look da personaggio dei fumetti. Ma ad accendere la quarta serata del Festival di Sanremo, più che mai nelle mani di Claudio Bisio, è stato il Liga
Lo abbiamo detto fin dalla prima serata: il vero protagonista di questo Festival è Claudio Bisio. Immenso, quando recita il monologo che racconta del rapporto tra padre e figlio e perfetto quando conduce, in totale sintonia con l’altro Claudio. Che con quell’ironia intelligente, con la classe e la simpatia, strappa sorrisi e applausi non solo quando canta. Pollice sempre più verso, invece, per Virginia Raffaele: insopportabile con tutte quelle continue smorfie e il volersi rendere protagonista cercando a tutti i costi la battuta. Qualcuno le dica che non fa ridere, ma che è irritante come un’orticaria! Avesse fatto solo gli sketch o le imitazioni avrebbe spaccato, così invece ha spaccato i… cabbasisi al punto di farci rimpiangere le Hunziker.
I LOOK
Il Claudione nazionale apre la quarta serata del Festival con fare circense e prende subito a cuore il tema, sfoggiando nell’ordine: un completo argenteo, un bolerino di pailletés e una giacca in lurex. Giusto un tantino too muchanche per cotatanto palcoscenico, ma a lui si perdona tutto.
A Nada invece non si perdona la scelta del look: sebbene anche senza un filo di trucco porti benissimo i suoi 65 anni, non si capisce perché abbia voluto vestirsi da suora, con tanto di maxi croce al collo. Crisi mistica?
A Cristina D’Avena si vede che ha fatto bene cantare di Puffi per tutta la vita, perché nonostante il cappellaccio nero, che non ci azzecca per niente con l’abito da sera, i suoi 54 anni li porta splendidamente.
Elegantissima, dimagrita e con la solita voce strepitosa Noemi. La mitica Patty Pravo non rinuncia ai dredlocks neanche stasera e rincara la dose aggiungendoci i piercing, ma il suo tailleur black and gold, nella sua eccessività è quasi chic. Abbiamo detto quasi. Chic invece Loredana Bertè non ce la fa proprio a esserlo, però è così fumettistica che non si può non volerle bene.
Finalmente Arisa azzecca il look e anche il duetto, e cala l’asso di coppe scegliendo di duettare con Tony Hadley e la coreografia dei Kataklò.
Bellissima Syria, che nonostante il pataccone al collo e 10 anni in più della Tatangelo sembra ne abbia 10 di meno. Mentre la cantante di Sora, vestita da direttore d’orchestra, con frac e chignon, riesce a sembrare ancora più vecchia del solito. Di questo passo, fra qualche anno non la faranno più partecipare per raggiunti limiti d’età… Prendesse esempio da Irene Grandi, che quest’anno compie 50 anni e sembra ancora una ragazzina. O da Paola Turci, che anche stasera con un’altra candida jumpsuit, dimostra come il less is more funzioni sempre. E come non serva scoprire il 90% del corpo per essere ammirate.
Tra gli uomini spiccano Ghemon e Achille Lauro: al primo vorremmo chiedere cosa ha fatto di male per dover indossare la camicia di forza e al secondo perché ha deciso di vestirsi da conte Dracula
LIGABUE
Il Re stasera è lui, e lo dimostra calcando il palco dell’Ariston su un un trono dorato con tanto di mantello purpureo. L’immagine fa sorridere e la scelta far esibire il Liga a inizio serata è vincente: con lui si accende lo spettacolo “con le luci che ti scappano dall’anima“.
E quando parte Urlando contro il cielo il pubblico dell’Ariston balla: ma allora sono vivi! Mentre Dio è morto e i brividi si sprecano: l’omaggio a Guccini in coppia con Baglioni non solo è il più bello dei duetti ma rimarrà nella memoria.
I DUETTI
Non capiamo come la giuria speciale presieduta da Mauro Pagani possa aver assegnato il premio come miglior duetto a Motta con Nada, ma forse non siamo abbastanza “avanti” per comprenderlo.
Standing ovation anche da parte nostra per Loredana Bertè e Irene Grandi: benché non possano essere premiate per il look, queste due signore insieme sul palco sono irraggiungibili. Semplicemente meravigliose.
Arisa con Tony Hadley, Paola Turci e Beppe Fiorello sono andate sul sicuro, così come Anna Tatangelo con Syria e Daniele Silvestri con Manuel Agnelli.
Applausi anche per i Negrita con Enrico Ruggeri, per Francesco Renga con Bungaro e per Nek con Neri Marcorè.
E a questo punto azzardiamo un pronostico: podio per Arisa, Bertè e Il Volo. Magari non ci azzeccheremo ma di solito indoviniamo. Portate pazienza, in fondo mancano solo 24 ore per scoprirlo.
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