RIFLESSI DI CINEMA

Se sei madre di una femmina, sentirai tutto tuo questo film

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"Le verità" con Catherine Deneuve, Juliette Binoche analizza il rapporto, ricco di emozioni e contraddizioni, tra due donne legate dal più profondo dei legami. E lo fa con un'intensità davvero coinvolgente

 

Le verità

le verita locandina

Un film di
 Kore-eda Hirokazu
Con Catherine Deneuve, Juliette Binoche, Ethan Hawke 

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La verità è un sostantivo che va declinato solo al plurale. Prendiamo la splendida dimora Paris Style dove vive Fabienne (Catherine Deneuve), star del cinema francese che nella vita ha conosciuto solo l’ammirazione, degli uomini e del pubblico. E’ una casa stupenda, peccato che dall’altra parte ci sia una prigione.
Oppure sfogliamo l’autobiografia che la diva ha appena pubblicato. In 100 mila copie dice lei, veramente 50 mila precisa il suo assistente. La figlia Lumir (Juliette Binoche) arrivata a Parigi da New York, con marito (Ethan Hawke) e figlia Charlotte al seguito, ha da ridire perché nel libro ci trova di tutto, fuorché la verità. La madre impassibile, replica: tesoro, ma io sono un’attrice.

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Di recitazione e di famiglia si racconta in questo film scritto in stato di grazia da uno dei più interessanti registi giapponesi che di sicuro è stato molto ispirato e aiutato dalla sua musa Catherine per un personaggio ritagliato a misura dell’attrice francese.

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La trama è semplice semplice, una madre e una figlia che si ritrovano, un libro da lanciare. Un nuovo film, non l’ultimo, ma forse uno degli ultimi che l’attrice sta girando. Ma se ti sai addentrare nella semplicità, approfondendo ogni sfumatura dell’esistenza, arrivi all’universale. E qui la meraviglia accade. Ecco dipanarsi lentamente i piccoli e grandi conflitti fra una figlia tosta e una madre ingombrante. L’affetto è sicuro per tutte e due, ma comunicarlo non sempre è ed è stato semplice. Per pudore, per distrazione, per fraintendimenti. Per il lavoro e il quotidiano che premevano. La madre ha la sua vita, ci tiene e ci si è immersa totalmente e sempre. Per un’attrice ogni emozione si sfuma fra vita pubblica e privata e tante volte è usata per dare il meglio sul set.

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Proprio questo affronta Le verità, l’osmosi delle emozioni, il loro fluire fra la vita intima e quella professionale. Ma si parla anche di indipendenza, autonomia, capacità di bastare a se stessi per poi accorgersi che senza gli altri non siamo nessuno e più niente ha un senso. E ancora il valore della bugia quando non è menzogna ma fantasia, addolcimento della vita, narrazione.

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Interessanti, scanzonati il giusto i ritratti maschili, da Ethan Hawke, che nella descrizione della moglie è “meglio come amante che come attore” al nuovo marito di Fabienne-Deneuve “meglio come cuoco che come amante”. Ogni battuta, ogni riflessione capita come per caso. Se viene colta, bene, altrimenti si passa oltre. Perché il racconto è in nome della leggerezza e tutto scorre come nella vita. Chi si ferma è perduto, anche quando il cuore sanguina. Bellissimo intenso intimo film che ogni madre di figlia femmina sentirà totalmente suo. Bravi, bravi, bravi tutti!

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