RIFLESSI DI CINEMA

“Tutti i ricordi di Claire” sono gli stessi di Catherine Deneuve

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Il film di Julie Bertuccelli, fortemente voluto dalla sua protagonista, come tutti i suoi ultimi lavori, ha un valore profeticamente autobiografico, alla luce del recente malore che ha colpito l'attrice

Tutti i ricordi di Claire

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regia di
 Julie Bertuccelli
con Catherine Deneuve, Chiara Mastroianni, Samir Guesmi, Alice Taglioni, Laure Calamy

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Nel giardino di una splendida dimora un po’ decadente, a nord di Parigi, Claire-Catherine Deneuve, ex bellissima e algida donna dalla mente confusa, accatasta oggetti meravigliosi, disperdendo tutta la sua vita. Ci sono libri, pizzi, lampade, mobili antichi. E una collezione di automi, preziose macchine di moda nel Settecento e nell’Ottocento. Uno di questi ha il volto scheggiato, rincollato.
Quasi un simbolo per un’esistenza che tante volte è stata strappata e poi rattoppata in qualche modo. Perché anche quando tutto sembra perduto, spesso non si può mollare e le ragioni per resistere hanno la meglio sulla disperazione.

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Tutto il villaggio si butta nel saccheggio dell’improvvisata brocante, arraffando a cifre simboliche che Claire sussurra, 50 centesimi, tre euro. Pezzi bellissimi che rappresentano anche il passato del paese, visto che il marito di Claire era il padrone della cava e l’uomo più importante del villaggio.

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Navighiamo anche noi sperduti con la protagonista. Tocchiamo con lei stoffe, gioielli, libri. Accarezziamo giocattoli e con lei cerchiamo di riordinare ricordi smarriti, in un presente che sfuma nel passato e dove pare che di futuro ne resti poco, forse niente. Claire si è svegliata con la convinzione che quello sia il suo ultimo giorno di vita ed è questo che l’ha spinta verso la purificante e punitiva pulizia.

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Ma quella svendita con gli avvoltoi che portano via tutto è così autolesionista che una giovane abitante del paesino chiama la figlia di Claire (interpretata dalla vera figlia della Deneuve, Chiara Mastroianni, qui bravissima ed emozionata) sperando di fermare l’ultima follia di Claire (come recita il bel titolo originale La dernière folie de Claire Darling).

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I ricordi riaffiorano smagliati, i lussi materiali di un’esistenza agli sgoccioli vengono dissipati in un presente altalenante. E poi non è facile ricucire il rapporto così trascurato fra madre e figlia e di sicuro un motivo per questa freddezza deve esserci stato. A poco a poco, con una delicatezza a cui l’aggettivo femminile fa onore, veniamo a scoprire quasi tutto del passato di Claire. Tutto no, è impossibile, perché anche il protagonista stesso di una vita non riesce ad arrivare all’ultima verità di un’esistenza.

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La visione del film è ancora più struggente se pensiamo che la Deneuve un paio di settimane fa è stata colpita da una ischemia, per fortuna lieve. Ma in ogni caso questa storia, così fortemente voluta dall’attrice, come tutti i suoi ultimi lavori, non può che essere drammaticamente profetica.

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