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Un figlio adolescente ti fa disperare? Ecco come consolarti

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Le mamme dei ragazzi tra i 13 e i 17 anni lo sanno: è un periodo difficile da gestire, perché nei cosiddetti "sdraiati" si fatica a riconosce i bimbi di un tempo, generando il sospetto che questa sia la peggiore generazione di sempre. E qualche voce autorevole lo conferma. Siamo proprio sicuri?

 

Michele Serra li ha ribattezzati Gli sdraiati nel suo libro dal quale è stato tratto l’omonimo film con Claudio Bisio ora sugli schermi. Sono i figli e le figlie adolescenti, i figli e le figlie già ragazzi e ragazze, coi quali noi mamme ci dobbiamo confrontare ogni giorno. E spesso più che un confronto è uno scontro, che nasce dall’improvvisa estraneità, dai conflitti, dalle occasioni che si credono perdute, dal montare dei sensi di colpa, dal rigenerarsi quotidiano di un’ostilità che nemmeno la saggezza di un genitore riesce a placare. Perché loro, gli adolescenti, vivono in un mondo a noi “eretti”, come dice Serra, ignoto, perfino ostile, nel quale non ci ritroviamo e anzi ci perdiamo.
E allora, da una certa disperazione che si trasforma in rassegnazione, nasce il sospetto che questa generazione di figli, che ricordiamo ancora alle elementari, se non col ciuccio in bocca, la generazione dei cosiddetti 2000, rappresenti la rottura assoluta con il mondo pre-esistente, e che una società che dovrà basarsi su questi ragazzi, diventati adulti, sarà una società peggiore di quelle che l’hanno preceduta. Sarà davvero così? Per cercare conferme, ecco quattro affermazioni d’autore (poi vedremo a chi appartengono), citate dallo psicoanalista Luigi Ballerini, autore di libri per ragazzi ed esperto di problematiche legate ai giovani, che ci possono aiutare a riflettere (e non immaginate quanto…):

1. ” La nostra gioventù ama il lusso, è maleducata, si burla dell’autorità e non ha alcun rispetto degli anziani; i bambini di oggi sono dei tiranni, non si alzano quando un anziano entra in una stanza, rispondono male ai genitori, sono cattivi”.

2. “Non c’è più alcuna speranza per l’avvenire del nostro Paese se la gioventù di oggi prenderà il potere domani perché questa gioventù è insopportabile, senza ritegno, terribile”.

3. “Il nostro mondo ha raggiunto lo stato critico: i ragazzi non ascoltano i genitori, non parlano più. La fine del mondo non può essere lontana”.

4. “Questa gioventù e’ marcia nel profondo del cuore, i giovani sono maligni, sono pigri, non saranno mai come quelli di una volta, non saranno capaci di mantenere la nostra cultura”.

C’è da scommettere che molti genitori si ritroveranno, chi più, chi meno, in queste dure sentenze sui nostri figli e sul futuro della nostra società. Peccato, però, che le frasi che abbiamo riportato non si riferiscono né ai nostri figli, né alla nostra società. Ecco, infatti, la loro origine:

1. Socrate (47o avanti Cristo)
2. Esiodo (72o avanti Cristo)
3. Sacerdote egizio (2000 avanti Cristo)
4. Iscrizione di un vaso d’argilla babilonese (3000 avanti Cristo)

La morale della favola è molto chiara: care mamme disperate, i nostri figli adolescenti non sono né migliori né peggiori degli adolescenti che li hanno preceduti e, se ci pensate bene, anche di noi i nostri genitori dicevano le stesse cose che noi ora diciamo di loro. Che in più hanno il telefonino, l’iPad, i social network e tanto altro ancora, più uno slang tutto particolare, come particolare era il nostro e quello dei nostri genitori e quello dei nostri nonni. E allora, forza e coraggio: il mestiere di genitore di uno “sdraiato” è duro, ma ci sono passati tutti, perfino quel derelitto sacerdote egizio di 4000 anni fa. E, se può essere di maggior conforto, ci passeranno anche loro, i nostri figli, tra qualche annetto. Ma adesso non andate a dirglielo. Anche perché tanto non vi darebbero ascolto, “dai mamma, mollami…”

 

 

 

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