Si dice che i maschi vogliano essere gli unici galli nel pollaio, ma anche le ragazze non scherzano in quanto a competizione con la figura materna specialmente quando diventano maggiorenni. Quindi, cosa bisogna fare?
Il fatidico momento arriva e, al primo impatto, sembra quasi contro natura: siamo pronte a calarci nel ruolo di mamma di un maggiorenne?
Per certi versi sì (e possiamo tirare un sospiro di sollievo), per altri c’è ancora molto lavoro da fare. Anche per le mamme, infatti, “l’età pensionabile” si allontana sempre di più. Però possiamo iniziare a prendercela comoda perché i frutti della nostra fatica, se abbiamo seminato bene, sono finalmente maturi. In tutti i sensi…
MAGGIORENNI SULLA CARTA
I figli hanno la particolarità biologica di non rimanere bambini bensì di diventare adulti. Sicuramente da piccoli sono faticosi, richiedono molte energie, ma sono sotto il nostro controllo, almeno da un punto di vista legale. Quando arrivano i 18 anni cosa succede? Tranquille, non scoppiano bombe che non siano già state innescate anni prima: possono fumare e bere alcolici, ma sappiamo che questo, volendo, lo fanno già. Hanno la facoltà di firmarsi le giustificazioni scolastiche e di viaggiare senza la nostra autorizzazione formale, ma ormai esistono i registri online e se non gli prestiamo il nostro bancomat è difficile che vadano oltre la Stazione di Cascina Gobba.
Possono prendere la patente per l’auto e votare, tuttavia le statistiche ci parlano di ragazzi poco interessati a queste attività. Hanno il diritto di andare a vivere da soli e aprirsi un conto in banca… ma qui rimaniamo nel campo della pura teoria, perché sappiamo che questo non accadrà per diversi anni ancora. La maggiore età è un concetto astratto e contraddittorio: da una parte i figli conquistano delle “abilitazioni” sociali che per loro non sono affatto una novità, dall’altra ne acquisiscono alcune di cui non sanno cosa farsi perché, all’atto pratico, sono irrealizzabili. Forse per questo i ragazzi sono un po’ irritabili…
IN CASA C’È UNA DONNA DI TROPPO
Quando il maggiorenne è una femmina subentra un problema di “sovrapposizione”. Si dice che i maschi vogliano sempre essere gli unici galli nel pollaio, ma anche le ragazze non scherzano in quanto a competizione con la mamma.
Alle nostre figlie diciottenni piacerebbe che noi ci eclissassimo per sentirsi loro le “belle de’ casa”. Senza tirare in ballo Freud, è facile capire il bisogno di autoaffermazione di una giovane donna. Vi ricordate Barbamamma? Quella duttile e corpulenta mamma dei cartoni animati che adattava la propria forma, immagine e abilità a qualunque tipo di situazione? Lei rappresenta la madre presenzialista e ingombrante che nessuna diciottenne vorrebbe mai.
Se vi sentite Barbamamma, applicate le vostre straordinarie doti di elasticità nello yoga ma fate un passo indietro con vostra figlia. Ve ne sarà grata!
UNA MAMMA PER AMICA
Lo confesso: Rory, la figlia della nota serie TV Una mamma per amicami ha sempre dato sui nervi. La ragazza é perfettina, secchiona e malmostosa. La madre invece è una simpatica sconclusionata e il successo della serie è legato al suo personaggio. La trama non è proprio rivoluzionaria in termini di psicologia e simbologia, si basa infatti sui soliti clichè; una donna single (bizzara e sopra le righe, ma affascinante) cresce una figlia che sembra essere tutto il suo contrario, cioè bacchettona e ambiziosa. La mamma alternativa però si pone come fan numero uno di questa figlia snobbina. Fiction a parte, spesso le nostre ragazze sono molto diverse da noi e, soprattutto, da come noi eravamo alla loro età. E non è soltanto una questione generazionale.
A volte queste differenze caratteriali creano una tal curiosità e reverezialità nella mamma, da rendere la figlia una specie di celebrity casalinga. La madre diventa molto più di una confidente e si trasforma in una follower. E le figlie, nella migliore e più auspicabile delle ipotesi, recitano il ruolo di altezzose Rory.
Care le mie mamme, se non volete far passare per antipatiche le vostre ragazze, smettetela di presiedere il loro fan clube, anche in questo caso, fate un passo indietro!
FREGATURE
C’è un modo di dire – credo di origine veneta- che calza a pennello: “chi non fa non sbaglia” e di conseguenza chi fa sbaglia sempre, qualunque cosa faccia.
Non vi siete accorte che, diventando mamme, avete sottoscritto una clausola masochista, in base alla quale siete state condannate a sbagliare nell’ottanta per cento delle vostre azioni? Se non ci avete fatto caso, è perché quel restante 20 per cento di colpi azzeccati vi ha dato soddisfazione più di ogni altra cosa al mondo. Quindi, contrattualmente parlando, la clausola ha un suo senso ed é per questo che nessuno la impugna.
CON MOLTA CALMA
In effetti, non é mai facile trovare il giusto equilibrio nei rapporti madre/figlia. Non va bene essere mamme egocentriche e gelose del proprio scettro di regine della casa, ma nemmeno ammiratrici servili delle proprie figlie.
Quindi il mio consiglio è sempre quello di sdrammatizzare. Non amo l’abusato motto Keep Calm ma, in questo caso, non c’è atteggiamento migliore!
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