alain delon ap
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Alain Delon shock: “Quando muoio, uccidete il mio cane”

Fa discutere la volontà dell’attore francese di far sopprimere il suo amato pastore belga Loubo quando si renderà conto di avere poco da vivere, in modo da potersene andare insieme. Gli animalisti lo hanno attaccato, ma molti proprietari di cuccioli sono dalla sua parte. E voi?

 

Alain Delon, nel corso della sua lunga carriera, oltre ad averci regalato ruoli che hanno lasciato il segno nella storia del cinema, ci ha anche trasmesso perle di saggezza, più o meno discutibili. L’ultima in ordini tempo ha, ancora una volta, a che vedere con la sua morte. Dopo aver dichiarato di essere un soggetto incline alla depressione, l’attore francese ha più volte ammesso di aver pensato al suicidio e ora, che a 82 anni non ha più tutta la vita davanti, ritorna sull’argomento.

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Un giovane e bellissimo Delon insieme a uno dei suoi tanti cani.

In una lunga intervista rilasciata al settimanale francese Paris Match, Delon apre le porte della sua magione a a Douchy, nella valle della Loira, dove da anni vive isolato in compagnia dei suoi animali. Da sempre amante dei cani, nella sua vita ne ha avuti più di 50, arrivando fino a contarne 14 contemporaneamente e ora è immensamente devoto e legato al suo Loubo, un cane pastore belga Malinois di tre anni con il quale vive in totale simbiosi.
La dichiarazione che ha scatenato grandi polemiche Oltralpe è proprio legata all’animale: “Se morirò prima io di Luobo, chiederò al veterinario di lasciarci andare insieme. Gli farà un’iniezione letale in modo che se ne vada tra le mie braccia. Preferisco così piuttosto che sapere che morirà sulla mia tomba con tanta sofferenza”. E aggiunge: “Quello che so è che non lascerò il mio cane da solo e, se dovesse morire prima di me, cosa che spero, non ne prenderò più altri”. Definendo Loubo il suo “cane di fine vita”, Delon afferma inoltre: “Ho una cappella sulla mia proprietà, e intorno a essa sono sepolti 35 dei miei cani. Ognuno ha la sua lapide e  le coppie sono insieme: qui c’è tutta la mia vita. Oggi, posso dirlo: ho ottenuto l’autorizzazione di essere sepolto nella mia cappella, tra i miei cani”.

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Alain Delon con Molly, uno dei suoi amati cani

Inevitabile che gli animalisti si scagliassero contro la volontà dell’attore di sopprimere l’amato cane. In pochi hanno compreso e interpretato come altruistico questo estremo gesto, mentre in molti lo hanno accusato di crudeltà ed egoismo, fino ad arrivare a definire il protagonista di Borsalino, come un megalomane, convinto che il suo cane si possa lasciare morire di tristezza senza di lui.
Chi però ha condiviso la propria vita con un compagno a quattro zampe sa che questo è davvero possibile, perché spesso il legame che si crea tra l’umano e l’animale è speciale e difficile da far comprendere a chi non l’ha mai provato. Chi ci è passato sa che decidere le sorti del proprio amico a quattro zampe che per vecchiaia o per malattia arriva alla fine è una delle decisioni più terribili e sofferte che si possano prendere. Ma in questo caso la questione è diversa, perché si tratta di porre fine a una vita sana e probabilmente ancora lunga. Difficile esprimere un giudizio in merito… voi che cosa ne pensate?

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