STILE DI VITA

E’ giusto amare i tuoi figli più dell’uomo col quale li hai fatti?

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Ogni donna che sia madre e moglie ha provato almeno una volta a chiedersi chi sceglierebbe tra il compagno della sua vita e gli esseri che ha procreato insieme a lui. Probabilmente è una domanda senza risposte logiche, ma...

E’ una domanda alla quale ogni donna che sia nella condizione di madre e in quella di moglie o comunque compagna del padre dei suoi figli fa fatica a  rispondere: “Ami di più tuo marito o tuo figlio?”. Probabilmente se la caverebbe così: “Sono due tipi di amore diversi che possono coesistere senza che nessuno dei due debba essere più forte dell’altro”. Ed è vero.
Ma questo non toglie che l’imbarazzante quesito abbia un suo valore anche scientifico. Del resto, sul tema sono stati scritti anche importanti saggi, il più recente dei quali, Marriageology: the Art and Science of Staying Togheter, porta la firma della scrittrice Belinda Luscombe. La quale, alla fine della sua ricerca, pare non nutrire più alcun dubbio: “Il marito va amato più del figlio”.

 I figli crescono, il marito resta

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La motivazione più semplice sarebbe questa: i figli crescono, il marito resta e non bisogna commettere l’errore di trascurarlo. Il che non esclude ovviamente che si tratti di due sentimenti molto differenti. “Nella vita reale”, spiega la Luscombe, “ci sono una miriade di occasioni in cui ci si trova a dover scegliere a chi dare la priorità, perché la dura verità è che possiamo prestare attenzione solo a un numero finito di cose. Viviamo in un’epoca di genitorialità timorosa: ci sentiamo colpevoli se usciamo a cena lasciando a casa nostro figlio con il raffreddore, o se non permettiamo che dorma nel lettone con noi. Pensiamo che se non lo mettiamo sempre al primo posto significa che siamo irresponsabili. Ma non è così. Ci sono diversi studi che dicono esattamente il contrario: i bambini che hanno mamma e papà innamorati crescono meglio, più sicuri e sereni. E l’amore si dimostra dando alle persone tempo, attenzione ed energie. Ecco perché sostengo che sia sbagliato per una donna dedicarsi interamente ai figli: i primi a rimetterci sono loro”.
In altre parole, il fatto che un bambino capisca di non essere onnipotente perché la mamma non pensa solo a lui ma anche ad altri, e nella fattispecie al papà, fa molto bene alla salute del piccolo. Naturalmente questo tema riguarda soprattutto il rapporto a tre, madre-padre-figlio, nei primi anni, dall’infanzia alla prima adolescenza, anche se i riflessi possono ripercuotersi fino all’età adulta.

 Divorzi raddoppiati

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In realtà, però, il vero momento critico arriva più avanti, quando, come si è accennato, il triangolo perde un lato, perché il figlio lascia la famiglia d’origine. E questo non riguarda solo la scelta di andare a vivere materialmente sotto un altro tetto, ma anche e soprattutto il distacco psicologico ed emotivo del ragazzo dai genitori. Una situazione che, anche se  sono sempre più numerose le donne cinquantenni mamme di bambini piccoli, riguarda comunque ancora e soprattutto l’universo delle fifty.
Non a caso le statistiche lo dimostrano in maniera quasi impietosa: rispetto a 25 anni fa, sono raddoppiati i divorzi per le donne tra i 50 e i 60 anni e molte di loro sono arrivate alla decisione di dividersi dal marito a causa della cosiddetta “sindrome del nido vuoto”.

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La coppia che dopo tanti anni in cui ha ragionato solo da famiglia non riesce più a ritornare solo e semplicemente una coppia. Spiega la Luscombe: “Usiamo la metafora del giardino: se negli anni è stata curata solo l’aiuola dei bambini, ci si ritroverà con quella della coppia completamente deserta. E nel momento in cui resta solo quella cominciano i guai“.
Dunque, tornando al difficile quesito di partenza – chi bisogna amare di più tra il partner e il figlio – per una cinquantenne con figli ormai indipendenti  è importante recuperare – sempre che lo si sia trascurato fino a quel momento – il rapporto col proprio compagno, prima che sia troppo tardi. Ricordando sempre che non si tratta di rinunciare ad alcuni sentimento, ma di allargarli o addirittura di differenziarli.
Conclude Belinda Luscombe: “Così come abbiamo bisogno di una dieta variegata, abbiamo anche bisogno di diversi tipi di amore. Ne esistono molte forme e anche differenti stagioni dell’affetto. E nessuna è più importante dell’altra. Ricordando che l’amore non solo un sentimento, ma anche una scelta da compiere ogni giorno“.

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