FENICE E CONTENTA

Forse tocca alle fifty restaurare la vecchia civiltà matriarcale

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Quando le donne avevano di fatto il potere la società funzionava meglio: perché non tornare all'antico, relegando gli uomini al ruolo di oggetti di piacere? Forse è solo un sogno, un'utopia, ma a pensarci bene...

Il 18 gennaio scorso si è svolta la World Women’s March. A differenza di quelle passate che hanno riscontrato una massiccia mobilitazione a livello globale di donne pronte a combattere per i famosi sacrosanti diritti, tra spaccature, confusioni e troppa carne al fuoco, l’ondata potente che si era creata, invece che rifrangersi sulla battigia dei pregiudizi e soprusi, spazzandoli ineluttabilmente, è diventata una leggera rinfrescata ai piedi dei potenti del mondo, per nulla spaventati dall’impatto.

Eppure c’era un tempo, un tempo lontano, quando una donna, la Donna, la Regina, non solo della casa, governava saggiamente sul suo popolo. Un popolo fedele di donne e uomini. Era un tempo in cui, non ci crederete ma è vero, gli uomini erano il sesso debole.
In questo tempo così lontano, un anno era fatto di 13 mesi, tanti quanti erano i cicli lunari e i cicli mestruali. Anche il sole non era il re del cielo, lo era la luna. Muta e misteriosa, con i suoi influssi, il suo magnetismo e il suo fascino segreto, potente, a governare su tutto e tutti. Come oggi d’altronde, piegando le maree al suo volere e così anche gli umori delle creature terrestri.
In quel tempo lontano il mondo era dunque molto diverso. Regnava una sorta di pace, perché su tutto e su tutti primeggiava, oltre al magnetismo lunare, anche un principio di fondo: la conservazione! O quasi! Eh sì, perché non è che non ci fossero la violenza e la superstizione, l’ignoranza e il pregiudizio, ma tutto era soggetto alla regola della natura, ai cicli, alla donna! Quindi alla conservazione dell’asse materno!
Qualcuno potrebbe pensare che in fondo non fosse così tanto bello, e probabilmente a pensarlo è qualcuno che non è una donna!
Erano le società matriarcali, popolazioni che hanno prosperato lungo la costa mediterranea di molti secoli fa, a governare il mondo. La dea Madre, la Madre Terra, la fertilità, la procreazione, la cura, la condivisione, il dono… erano questi i principi fondanti di quelle società.

la marcia delle donne 2

Una costituzione positiva e giusta che determinava rapporti sereni e non prevaricanti, dove il clan familiare che si basava sulla linea di sangue, aveva a capo una donna. La più anziana, la matriarca, la progenitrice di tutti. I figli venivano cresciuti dalla madre e dalla sua famiglia, tutta al femminile, perché la madre è certa, il padre… be’, all’epoca non si erano ancora correlate le cose e non c’era il test del Dna. Il padre non si sapeva chi fosse anche perché c’era promiscuità nella gestione del piacere fisico. La sapevano lunga quelle donne lì. Gli uomini degli altri clan erano solo dei rappresentanti occasionali di un altro sangue, di altri geni, perché di un’ altra famiglia. Dei missionari del seme, anche se quel seme non era necessariamente fertile e determinante per la nascita di qualcuno. L’uomo era principalmente – ascoltate questa – l’oggetto del piacere erotico e sessuale. E non essendo correlato alla procreazione ‘valeva’ un po’ meno della donna. L’uomo completava il quadro, ma non ne era protagonista. Perché la sera se ne tornava a casa sua, dal suo clan, da sua madre, sua zia, sua sorella… fuori dalle… ehm, fuori dal clan! Essì, perché ogni famiglia comunicava e condivideva il suo raccolto, la selvaggina, la legna, le stoviglie, le idee e i maschi…. con le altre famiglie, in segno di dono e di solidarietà, come una grandissima comunità democratica.

Gli uomini erano, dunque,  funzionali e non determinanti. Coccolati il giusto, mentre le cose venivano gestite dalle donne per il bene di tutti, con una sostanziosa dose di buon senso e soddisfazione. Perché il semplice fatto che fossero in grado di procreare, un fatto tangibile e misterioso, un fatto che ha dell’incredibile, del magico, dell’eroico, del divino, aveva fatto sì che fossero considerate esseri superiori agli occhi di tutti e nessuno osava metterlo in dubbio. Nascere donna era una fortuna, perché venivano riconosciute le qualità incredibili, fisiche e intellettive, che una femmina possiede.

E allora cosa è successo?

la marcia delle donne 3

E’ successo che ad un certo punto nella storia della preistoria si sono imposte altre popolazioni dove l’ordine era gestito dai maschi e dai patriarchi. Una sfiga totale si abbatté su tutto il Mediterraneo, una piegatura verso una forma involutiva legata al lavoro e non alla procreazione, legata al profitto e non al benessere. Ecco cosa.

UOMO Chi produce comanda!
DONNA Ma io produco figli!!! E lavoro! E mi occupo dei figli, e della casa, di te e alla fine anche di me!
UOMO Già, ma tu sei multitasking e io no. Io tento di fare lo stesso perché oggi come oggi lo devo fare sennò sono démodé, ma sai quanto è difficile per me? Tanto vale farmi comandare che almeno il resto lo fai tu!
DONNA Ma non comandi con buon senso, scusa, promuovi le guerre, le violenze, i soprusi. Senza contare che spesso dici un sacco di cazzate ad altri che se le bevono…
UOMO Vero, ma le cazzate che dico a volte ti fanno sognare! Sono anche romantico! Ti conquisto, ti circuisco, ti affascino… Senza di me non puoi vivere!…
DONNA Mi hai affascinato, mi hai conquistato, mi hai circuito, mi hai anche sottomesso e zittito… Mi hai tolto tutto ma ormai non più, da tempo ormai non funziona più, mio caro…
UOMO Uff, va bene, diciamola tutta: ma che ne sai tu di come si comanda, dai?
DONNA Lo ho fatto per un sacco di tempo.
UOMO Certo, quando eravamo involuti! Io lo faccio da secoli ormai, te l’ho fatto fare un pochino, così adesso non rompi le palle ma poi basta, dai!…
DONNA Involuti?
UOMO Si, quando non sapevamo che la terra è rotonda e che c’è la forza di gravità. Voi non sapevate neanche che il seme del maschio fecondava l’ovulo della femmina. Poi siete ancora troppo divise, troppo ancora intente a dimostrare quanto valete, forse non ci credete ancora abbastanza. E’ l’autostima che vi manca.
DONNA  Forse hai ragione, uomo, sono stata troppo generosa con te, troppo gentile. Ti ho creduto, ti ho ascoltato, ti ho dato spazio. Mi sono messa da parte e ho persino pensato di emularti dimenticandomi quanto valgo. Ma il tempo insegna anche questo: che la storia segue i suoi cicli e noi stiamo per completare, dopo secoli, forse il giro. Torneremo ancora a far rispettare il buon senso proprio come quando eravamo involuti ma felici!
UOMO E io?
DONNA E tu tornerai al tuo clan contento per l’amore ricevuto e per quello dato. Contento perché avrai trovato calore e gioia e ne avrai portata a tua volta. Contento perché tornerai alla tua famiglia, quella di tua madre, dove ti comprendono perché ti hanno cresciuto con le loro regole, e io sarò felice di salutarti dalla mia casa, con la mia famiglia intorno, felice e serena.  Senza guerra, senza violenza, senza paura.
UOMO Sei sicura?
DONNA Mai stata più sicura di così!

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frazer

Matriarcato e dee-madri
di James George Frazer

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