ap vegan
ap vegan

Non improvvisarti vegana senza consultare il nutrizionista

Non basta mettere al bando tutti i cibi non di origine vegetale: chi sceglie per sé e per i propri figli questo regime alimentare non deve correre il rischio, per esempio, di una mancata integrazione di vitamina B12. Ecco perché è opportuno rivolgersi a uno specialista che stabilisca una dieta

 

Attualmente, secondo i dati Eurispes (aggiornamento a gennaio 2017), in Italia ci sono circa 2 milioni e 760 mila vegetariani, il 4,6% della popolazione, e circa 1 milione e 800 mila vegani, il 3% della popolazione. Rispetto agli scorsi anni, mentre il numero dei vegetariani è rimasto costante, c’è stato un aumento crescente di vegani che, pertanto, educano i figli a questo regime alimentare. Alla base di questa scelta ci sono motivi salutistici, etici e ambientali. Recentemente, le proteine animali sono state oggetto di studio perché associate a un maggiore rischio di contrarre alcuni tipi di tumore. Per esempio, lo studio pubblicato dall’Agenzia di ricerca sul cancro dell’OMS ha classificato le carni rosse come probabili cancerogene e salumi e carni trasformate come cancerogeni certi. Tutto questo è legato anche al grosso inquinamento ambientale che creano gli allevamenti intensivi destinati al consumo alimentare, alla cui pratica è legato anche un abuso di antibiotici, proprio per le condizioni non rispettose del benessere dell’animale, che deve crescere in fretta per accorciare i tempi in cui si arriva alla macellazione. Pertanto, molti neo-genitori propendono oggi per uno svezzamento vegetariano o vegano. Si escludono carne e pesce, mantenendo solo nel primo caso tutti i derivati animali (uova, formaggi), mentre quello vegano si basa solo su alimenti di origine vegetale. Questa differenza è sostanziale soprattutto per l’apporto di vitamina B12, che essendo presente solo in prodotti animali, nello svezzamento vegano deve essere necessariamente integrata.

Dieta-vegana-equilibrata-
Molti però si crogiolano nel dubbio: come si può essere certi che l’alimentazione scelta sia davvero salutare e priva di carenze nutrizionali? Esiste un documento ufficiale dell’Academy of Nutrition and Dietetics, che definisce le diete vegane e vegetariane sostenibili e salutari in tutte le fasi della vita purché opportunamente pianificate da uno specialista che sappia valutare le corrette integrazioni. A parte la carenza della B12, c’è da dire che i valori di ferro, calcio, iodio, zinco e grassi polinsaturi, grazie all’abbondanza di verdure, semi oleosi, legumi e cereali non raffinati e alghe, sono statisticamente migliori tra i vegetariani che tra gli onnivori e questo dato si riscontra anche nei bambini: quelli che mangiano carne e salumi e bevono latte, infatti, spesso non mangiano né frutta, né verdure, né legumi.
Il vero pericolo di una dieta vegetariana, o vegana, a prescindere da quando la si cominci, è lo stesso di chi non segue una dieta equilibrata. Il settore pediatrico affronta oggi problemi alimentari che nulla hanno a che vedere con la mancanza di carne e pesce, bensì con il suo contrario: sovrappeso e obesità riguardano solo i bambini che mangiano proteine animali, ma che non conoscono ponderatezza nel mangiare, spesso accompagnata anche da carenze di ferro e calcio per lo scarso apporto di verdure, frutta e legumi. La differenza importante, soprattutto per i bimbi vegani, può farla semmai la mancata integrazione di vitamina B12, che può portare anemia e gravi disturbi del sistema nervoso. Dunque, il modo migliore per affrontare la cosa sarebbe quello di affidarsi al pediatra ed eventualmente a un nutrizionista esperto in dieta vegana, perché non ci si può permettere di fare errori in questa fase della vita.

Facebook
X
LinkedIn
Telegram
Threads
Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *