STILE DI VITA

Sai perché se sei una fifty single, sei guardata come un’appestata?

di  | 
Perché sulle donne di 50 anni senza un compagno fisso girano un sacco di luoghi comuni che le vogliono sole, tristi, egoiste e invidiose delle coetanee accoppiate. E invece ecco perché la verità è un'altra, anche se può far male

Non so a voi, ma a me capita di continuo. Quando mi chiedono se sono sposata e rispondo che sono separata, la domanda successiva è sempre la stessa: sei single? Considerando che sono stata sposata per trent’anni e che ancora lo sarei se il deficiente non mi avesse mollato per una gatta morta di trent’anni più giovane di lui, il mondo di noi donne che non abbiamo più una fede al dito me ne sta facendo scoprire delle bella.
Ma torniamo alla fatidica domanda, alla quale io ho ormai imparato a rispondere così: “Se single vuol dire che non sto con un uomo che mi cornifica e a cui devo fare da sguattera, allora sì, lo sono!” E che diamine! Siamo nel 2020 e ancora ti guardano come se fossi un animale in via d’estinzione solo perchè a 55 anni non ho una relazione fissa. Già perchè, in seguito alla mia risposta la riflessione è più o meno sempre la stessa: “Ma come è possibile che una donna così bella, attraente e intelligente non abbia un uomo?”. Allora, punto primo: ma non è che per caso vi viene in mente che dopo la batosta del mio ex marito io di uomini non voglia proprio sentirne parlare? Punto secondo: dove sta scritto che per essere felici bisogna per forza essere in coppia? Punto terzo:  per quanto ne sapete voi, magari un uomo con cui fare della sana ginnastica da camera ce l’ho. E con lui, l’unica cosa che condivido è proprio solo quella.

donna single 50 anni 2

Si tratta di scelte

Agatha Christie a proposito di matrimoni e singletudine, scriveva: “La cosa più ragionevole che è stata detta sul matrimonio e sul celibato è questa: qualunque cosa tu scelga, te ne pentirai”. Ecco, in questa frase è raccolto tutto il significato del fare la propria scelta. Indipendentemente dalle motivazioni che ci spingono a stare con un uomo in modo stabile o a stare da sole in un modo altrettanto stabile, quello che trovo sconvolgente è che 20 anni dopo l’inizio del secondo millennio ancora esistano tutta una serie di luoghi comuni su chi ha scelto la seconda opzione. Quasi come se questa scelta fosse sinonimo di fallimento quando, e le statistiche sul sempre più forte aumento dei divorzi e delle separazioni lo provano, la vita in famiglia non è certo sinonimo di successo. Si può fallire anche all’interno di una famiglia o in una coppia e quando questo accade, sono inevitabili gli effetti di una disillusione che hanno un impatto decisamente maggiore. E che provocano consequenze importanti.

donna single 50 anni 3

Perchè non è vero che:

Chi non ha un compagno è una persona sola

Convincetevene mondo: vivere da soli non significa essere soli! Esattamente come vivere in coppia non significa essere in compagnia. Tanto che una persona che non ha un partner può sentirsi molto meno sola di chi invece ce l’ha, se quel partner non è quello giusto e si sta insieme solo per abitudine e convenienza. E poi pensateci: il rapporto di coppia, che si tratti di matrimonio o convivenza, limita inevitabilmente i rapporti sociali perchè l’attenzione viene rivolta per prima cosa al coniuge e alla famiglia in senso esteso. Va da sè che questo sottragga del tempo alle amicizie e al frequentare luoghi o persone che non appartengono alla stretta sfera migliare. Così come impedisca la possibilità di viaggiare, che per me coincide da sempre come una delle esperienze di vita più importanti. Tutte possibilità che invece sono assolutamente vivibili da chi non ha un legame fisso, che in questo modo ha un ampio margine per costruire legami significativi e di diversa natura.

Chi non ha un compagno è una persona infelice

Grandissima cazzata! E scusate se sono così diretta, ma questa è una delle prime cose che pensa chi ci ha di fronte. Già, perchè il luogo comune implica che il non condividere la vita con un partner generi un certo grado d’infelicità. Certo, sono la prima a sostenere la bellezza, l’enetusiasmo, l’euforia e lo stato di appagamento e benesssere che si prova nella fase dell’innamoramento e quando si è innamorati, ma la vita mi ha insegnato anche a essere realista e a prendere coscienza del fatto che nessuno trascorre una vita intera in uno stato di etrno innamoramento. Quindi torniamo al punto di partenza: nessuno è infelice se è capace di costruirsi la migliore delle vite e questo non dipende da nessun altro se non da noi stessi.

donna single 50 anni 4

Chi non ha un compagno non ce l’ha, ma vorrebbe avercelo

Ma chi l’ha detto? Quando ti guardono con quella pietas negli occhi che ti dice: “Eh lo so che ti piacerebbe tanto avere un uomo ma poverina non ne trovi manco mezzo”. A parte che il processo alle intezioni è una di quelle pratiche che dovrebbe essere punita dalla legge, chi la pensa così significa che non prende neanche lontanamente in considerazione che si tratti di una scelta, precisa e ponderata. Signori tutti, convincetevi che c’è chi preferisce concentrarsi sulla propria vita professionale, dedicare tutto il suo tempo libero a viaggiare (beati loro), piuttosto che c’è chi non ha semplicemente mai avuto la fortuna d’incontrare una persona che l’abbia motivata a cambiare radicalmente il proprio stile di vita.

Chi non ha un compagno è egoista

Altra falsità! Egoista è chi preferisce tenersi un compagno per salvare le apparenze, o per farsi pagare il mutuo. Non chi, proprio per non causare dolore a un’altra persona preferisce non prenderla in giro sapendo di non potergli dare ciò che si aspetta, che si merita e che magari può ottenere da un’altra donna. Giusto per sfatare anche questo pregiudizio, alcuni studi scientifici hanno dimostrato che il 30% delle persone sposate risulta essere disponibile ad aiutare i propri amici e altri familiari, o di contribuire a cause umanitarie. Pensate un po’ che invece, tra i single, la percentuale sale al 70%!

In conclusione

La professoressa di psicologia Bella DePaulo, insegnante all’università di Harvard e autrice del libro Singled Out: How singles are stereotyped, stigmatized and ignored, and still live happily ever after (che tradotto significa “Essere single: ecco come i single vengono stereotipati, stigmatizzati e ignorati e vivono comunque felicemente) ha scritto che oggi, per la prima volta nella storia, in Gran Bretagna il 51% delle persone è single, mentre negli Stati Uniti la percentuale è del 41%. Numeri impressionanti, nemmeno ipotizzabili fino a qualche decennio fa. Vorrà ben dire qualcosa, no? Una cosa però, mi sento di dirvela io: viviamo in tempi molto flessibili, in cui gli schemi mentali contano sempre meno, quindi, cari tutti, smettetela di guardare noi signore senza un compagno come se fossimo delle appestate e rallegratevi invece per la nostra scelta. Che in fondo al cuore, lo so che tanti di voi ci invidiano 🙂

 

 

 

 

3 Comments

  1. Efisio Deiana

    23 Febbraio 2020 at 8:21 am

    Cagliari 20 Febbraio 2020

    La mia esperienza mi porta a dire:
    Non si cancella il passato ma si sfruttano gli insegnamenti.
    Si vive il presente.
    Il futuro sarà sicuramente non peggio.

    By

  2. Antonino

    29 Marzo 2020 at 3:24 pm

    Bellissimi i vostri articoli e interessanti e veritieri ! Complimenti a questa pagina

    • Staff

      1 Aprile 2020 at 10:57 am

      Grazie infinite! Continua a seguirci!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.