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Strada facendo Claudio Baglioni stavolta ha sbagliato… direzione

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Nelle intenzioni del conduttore doveva essere il Festival dell'armonia e del bello, ma è risultata piuttosto una kermesse della noia. Si salvano, però, Bisio, vero mattatore, e la Raffaele, anche se un po' sopra le righe. Se nessuna canzone ha lasciato il segno, restano indimenticabili le esibizioni degli ospiti, da Bocelli a Giorgia, e suscita un dubbio la gonna della Bertè

 

Una cosa è certa: il protagonista di questo 69esimo Festival di Sanremo si chiama Claudio. Che di cognome non fa Baglioni ma Bisio. Con quella sicurezza tipica di chi il mestiere lo conosce e riesce sempre a farlo al meglio, è lui il conduttore ufficiale della kermesse canora di quest’anno. Brava anche Virginia Raffaele, che con il suo talento è in grado di fare qualsiasi cosa, anche se in questa occasione è stata un tantino sopra le righe, con il voler cercare la battuta a tutti i costi.
E il buon Baglioni in tutto ciò? Baglioni per fortuna fa la cosa che gli riesce meglio: canta!
sanremo bisio
Ma partiamo dall’inizio
, che è decisamente un bel vedere grazie al gruppo di ballerini che aprono lo show, mentre la giacca di Bisio non si può guardare e fa tenerezza trovare un’emozionata Virginia, elegantissima nel suo long dress black and white.
Se Francesco Renga fa da apripista al Festival con una canzone che non verrà ricordata come la migliore del suo repertorio, c’è da chiedersi cosa abbia spinto Baglioni a riesumare Nino D’Angelo. Mentre Nek deve invece aver scoperto l’esistenza delle parole chiave, perché ripete che é “pronto” un infinità di volte. Il Volo stavolta prende davvero il volo, perché la sua “musica vera che resta” c’è da credere che a ‘sto giro resti davvero.

Le donne

Applausi alla canzone e al look di Paola Turci: splendida nella sua jumpsuit bianca, mentre per Loredana Bertè, ormai sempre più fata turchina, si vede che la gonna non era abbastanza corta, visto che per tutto il tempo della sua esibizione non ha fatto altro che alzarla.
sanremo Turci
Alla mitica Patty Pravo, il problema tecnico che l’ha costretta ad attendere sul palco e a farle dire “Ma sono venuta qui a fare una passeggiata o a cantare?” deve avere fatto girare i nervi, perché la sua esibizione insieme a Briga non è stata certo memorabile, al contrario del suo look. Solo lei può permettersi i dreadlocks a 70 anni! 
sanremo patty
Arisa
invece, come sempre sbaglia il look, infagottata in un abito bianco, che la fa sembrare un frigorifero, mentre Anna Tatangelo, nonostante la minigonna e le calze nere velate, riesce sempre a dimostrare 10 anni di più di quelli che ha.

Le emozioni

Per provare un’emozione vera bisogna però aspettare la poesia in musica di Simone Cristicchi che insieme a Daniele Silvestri non delude mai: il suo testo è da pelle d’oca. Speriamo la giuria lo apprezzi insieme al brano dei Negrita, che cantano la vita come “una poesia dai momenti unici”.
sanremo cristicchi
Pollice in alto anche per i Bundabash, che dopo il successo estivo insieme alla Bertè dimostrano che il talento ce l’hanno davvero, proprio come Irama. Se invece volete farvi venire i bruciori di stomaco, è sufficiente ascoltare il brano di Achille Lauro: brutto lui e brutta la canzone.

Gli sconosciuti

Quando The Zen Circus appaiono sul palco,  tre domande nascono spontanee: 1) chi sono? 2) perché sono così incazzati? 3) che cosa c’entrano gli sbandieratori incappucciati? E andiamo avanti con Ghemon: se ce lo ricorderemo sarà per il trench sporco di vernice e non per le sue rose viola. E che dire di Federica Carta e Shade? Se fossero stati in un qualsiasi talent avrebbero avuto un senso, ma è bene ricordarlo: qui siamo a Sanremo.
sanremo Motta
Mentre per Motta avremmo preferito continuare a sapere che fosse solo un panettone e non un clone di Oscar Wilde in versione 2.0. L’unica piacevole e inaspettata sorpresa ce la riserva Mahmood: il suo brano ha un suo perché.

Gli ospiti

Che vi piaccia o meno, il duetto Bocelli/Baglioni unisce due voci che non si possono criticare ma solo ascoltare con ammirazione. E la standing ovation (l’unica della serata a parte quella dedicata al ricordo di Fabrizio Frizzi che il 4 febbraio avrebbe compiuto 61 anni) è inevitabile. Così come l’atteso duetto tra padre e figlio, con Bocelli senior che cede il suo giubbotto portafortuna a Bocelli junior.
sanremo bocelli
E che dire di Giorgia? Immensa, sia quando duetta con Baglioni in Come saprei, sia quando si esibisce in un medley di cover. L’unica in grado di confrontarsi con Witney Huston e uscirne vincente.
E’ poi la volta di Francesco Favino, che ritorna sul palco che tanto successo gli ha dato lo scorso anno ed è talmente bravo che può farlo anche vestendo i panni di Freddy Mercury.
sanremo favino
A conti fatti, il bilancio di questa prima serata e di quello che secondo le intenzioni di Baglioni è il Festival dell’armonia che segue il percorso della bellezza, di bello abbiamo visto davvero poco. Avesse detto che doveva seguire il percorso della noia ci avrebbe preso. E con queste premesse sarà difficile che riesca a bissare il successo dello scorso anno. Perché le prossime serate siano migliori bisogna sperare negli ospiti, altrimenti l’abbiocco è assicurato.

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