RIFLESSI DI CINEMA

“Wonder”, oltre la commozione un pieno di splendide emozioni

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La storia di Auggie, bambino con il viso deformato da una rara malattia, sfida le regole del politicamente corretto per regalarci un concentrato prezioso di verità. Un grande film con interpreti epatici sui quali troneggia una dolce e autorevole Julia Roberts nella parte della mamma

 

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wonder locandinaWONDER

 

 

di Stephen Chbosky
con Julia Roberts, Jacob Tremblay, Owen Wilson

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C’è chi per far commuovere lo spettatore ricorre a mezzucci di bassa lega, chi va sul sicuro e replica storie che hanno già colpito al cuore e poi c’è chi non ne ha bisogno, perché possiede il naturale talento di emozionare e lo sa fare mettendo in campo semplicemente uno sguardo limpido. E molta onestà. Il regista di Wonder ha un nome impronunciabile tutto consonanti con una sola vocale ed è probabile che non vi dica niente, ma forse vi ricordate il suo libro: Noi siamo infinito, diventato un bel film da lui stesso diretto, uscito anche in Italia un po’ in sordina.

wonder julia roberts
Con Wonder fa le cose in grande ed evita il patetico e lo sdolcinato nel raccontare la storia dell’undicenne Auggie, affetto da una malattia rara, la sindrome di Treacher Collins, che ha fra gli altri effetti quello di deformare il viso, conferendo a chi ne è colpito un aspetto mostruoso, dove nessun lineamento sta al suo posto: ve lo ricordate il protagonista di Elephant man? Il piccolo Auggie, se non fosse stato sottoposto a una ventina di operazioni di chirurgia, gli assomiglierebbe. Perché, “la bellezza ha un costo”. La vita per lui non è facile, a volte pensa che vorrebbe uscire di casa solo a Halloween, ma non si può. I genitori lo amano con un equilibrio quasi poetico, lo hanno protetto e continuano a farlo, la madre è stata la sua istitutrice, ma questo non può andare avanti all’infinito. Così, fra mille patemi, decidono di iscriverlo al nostro corrispettivo di una prima media.

Io, mamma e papà siamo i pianeti che ruotano intorno al Sole. Il resto della famiglia e gli amici sono asteroidi e comete che fluttuano intorno ai pianeti che ruotano intorno al Sole (Via, la sorella)

Pronti a affrontare tutto quello che sarà inevitabile. Il film racconta il primo anno di scuola. Nessuna reazione è scontata, nessun personaggio, dai compagni agli insegnanti ha una linea di condotta prestabilita ed è questo forse il valore più grande del film.

wonder film
Inutile negare che l’aspetto di Auggie sia un problema, ma sarebbe ingiusto non valorizzare tutte le qualità del bambino, spiritoso, intelligentissimo con un talento per le scienze e aiutato a crescere da due genitori meravigliosi, ma le sue qualità si scontrano con il difficile impatto di un viso che spaventa. Ed ecco che tutti, di fronte a questa diversità fanno quello che possono, non mancano i bulli, gli aggressivi, ma c’è anche chi è pronto a provare, a capire, a improvvisare, perché non ci sono regole di comportamento valide per ciascuno e il film insegna che i risultati migliori si ottengono proprio quando ci si confronta con tutte le emozioni, anche quelle che non ci piacciono o di cui ci vergogniamo. Il risultato è un film che, a rischio di autocensure per il terribile diktat del “politicamente corretto”, le aggira tutte e arriva sul podio con un concentrato prezioso di verità.

Qualsiasi cosa tu stia pensando, è probabilmente peggio (Auggie)

Perché la vita, e non solo per Auggie, dà il meglio solo quando non si mente a nessuno, in primis a noi stessi e si accettano i cambiamenti, magari conquistati con quei piccoli passi che soli portano al ribaltamento delle convinzioni.

wonder film
Wonder è tratto da un libro di grande successo negli Stati Uniti, scritto da una mamma che un giorno, ai giardini, di fronte a una bambina handicappata si è bloccata, non sapendo come reagire, incerta sul modo giusto di comportarsi, dubbiosa su quale fosse il cuore del rispetto e dell’accettazione. Si è interrogata allora sul suo turbamento e ha inventato questa storia.

wonder film 2
Bellissima, dove non si tralascia nessuna aspetto di una situazione davvero complessa, per esempio il fatto che la sorellina maggiore di Auggie, trascurata per via delle attenzioni dedicate al fratello, sia stata costretta a un surplus di responsabilità e quindi a essere sempre la migliore e a cavarsela da sola. Tutto bene, ma qualche volta le viene voglia di presentarsi agli altri come figlia unica, perché il peso di un fratellino che assorbe tutte le energie di mamma e papà non è leggero.

Mi mancava guardare la tua faccia, Auggie. Lo so che a volte a te non piace, ma devi capire.. io ti amo (Nate, il padre – Owen Wilson – al figlio)

Non voglio raccontare di più del film, perché davvero merita di essere scoperto in una sala cinematografica.

wonder bimbo

Applausi a tutti, al regista che è anche sceneggiatore (e quanto bene è scritto e quante battute indimenticabili allinea) e agli empatici interpreti su cui troneggia una dolce, autorevole Julia Roberts. Insomma, non perdetelo, andateci con gli amici, portateci i vostri figli.

E buon Natale a tutti.

 

 

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