Benedetta l’ingegnere dei talenti: “Posso aiutarti a scoprire il tuo”

Milanese di 47 anni, licenziata dopo 18 anni di servizio da un colosso delle telecomunicazioni, l’ing. Bortoluzzi si è data al coaching e oggi aiuta chi è in crisi per motivi professionali a trovare una nuova strada. Basta contattarla sul suo sito e confrontarsi con lei via Skype. E tante fifty lo hanno già fatto

 

Qualcuno ha detto (o scritto) che quando tutto ormai sembra finito, ecco: quello è l’inizio. Perché magari sono anni che pensi di aver sbagliato tutto nella vita, di aver intrapreso il percorso di studi magari meno adatto, di esserti adagiata in quel “posto fisso” che ti dà sicurezza, ma non è esattamente quello che sognavi da ragazzina. Storie di vita vissuta, d’altra parte, in cui le aspettative prima o poi si trovano a dover fare i conti (e i pugni) con la realtà.
Per fortuna che a un certo punto succede qualcosa che rompe gli equilibri. E allora, volenti o nolenti, tocca riprendere in mano la propria vita. Ecco, come si diceva: quello è l’inizio.

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Per Benedetta Bortoluzzi, milanese d’adozione di 47 anni, l’inizio è stata la procedura di licenziamento collettivo (se vogliamo chiamare le cose col loro nome) che Ericsson, il colosso svedese delle telecomunicazioni, ha intrapreso nel luglio 2017. Così, dal venerdì sera al lunedì mattina, in uno di quei weekend che difficilmente si dimenticano, l’ingegnere Bortoluzzi si è trovata disoccupata, dopo 18 anni di “onorato servizio”.

Avevi un piano B?
Per fortuna sì, perché avevo fatto un percorso di coaching che mi ha aiutato a scoprire qual era la mia strada.

E qual è?
Il coaching, ovvero la sintesi perfetta tra la mia vocazione ad aiutare le persone e la mia attitudine a mettere ordine tra le cose, per individuare consapevolmente la soluzione ideale. Già da qualche mese frequentavo un Master in Coaching per diventare coach abilitata.

Che cosa significa per te essere “Ingegnere dei Talenti” come si legge sul tuo biglietto da visita?
Ingegnere lo sono per davvero, oltre che per formazione, anche per forma mentis. Sono “allenata” a utilizzare un approccio diretto, strutturato e senza fronzoli per arrivare alla soluzione di un problema. E i talenti sono un mio pallino, perché io per prima ho fatto fatica a mettere a fuoco le mie potenzialità e so quanto mi è costato.

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Chi si rivolge all’Ingegnere dei Talenti?
Normalmente, giovani uomini e donne tra i 30 e i 40 anni, ma anche cinquantenni. Ma non è l’età il fattore discriminante, quanto l’insoddisfazione rispetto al proprio lavoro, alla propria cerchia, alla propria vita. E questa insoddisfazione è un sottofondo del quale si fatica a trovare l’origine.

È possibile scoprire i propri talenti anche a 50 anni?
Certamente. Ed è forse la fase migliore della vita in cui interrogarsi su quello che ci piace e che ci viene naturale fare, che ci rende felici e che può rendere felici anche gli altri. Tutti noi abbiamo diversi talenti, ma spesso non riusciamo a metterli a fuoco perché travolti dalla quotidianità. Con il mio percorso di coaching aiuto le persone a diventare consapevoli dei tesori dimenticati dentro di sé per farli brillare di una luce nuova.

Ma cos’è esattamente il coaching?
Il coaching è un approccio molto pratico che ti permette di concentrarti sul tuo presente per elaborare un vero e proprio piano d’azione che ti consenta di superare l’empasse e di portare nella tua vita i cambiamenti che desideri.

Come funziona un percorso di coaching con l’Ingegnere dei Talenti?
I clienti, che si chiamano coachee, mi contattano dal mio sito o tramite la mia pagina Fabebook. Ci diamo appuntamento su Skype per una prima sessione gratuita conoscitiva, durante la quale insieme al coachee fondamentalmente mettiamo a fuoco le problematiche da risolvere e individuiamo un metodo di lavoro personalizzato.

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E poi?
Ogni due settimane incontro il coachee per una sessione di un’ora, sempre tramite Skype. Durante quest’ora faccio delle powerful questions che aiutano il coachee ad acquisire maggiore consapevolezza sulla questione che in quel momento gli sta a cuore. Le domande hanno il potere di far riflettere, di creare nuove prospettive. Poi assegno degli esercizi mirati a fornire ulteriori spunti di riflessione. Seduta dopo seduta, in genere ne bastano cinque per completare il percorso, arriviamo a stilare insieme un programma concreto attraverso il quale il coachee potrà mettere in atto il cambiamento che desidera.

Puoi farci un esempio di quali possono essere gli esercizi?
È possibile avere un piccolo assaggio di quali possono essere gli esercizi iscrivendosi alla mia newsletter e scaricando gratuitamente il mio workbook Alla ricerca del talento perduto – 7 giorni per scoprire i tuoi talenti nascosti“.

 Quanto costa una sessione di coaching?
A parte la prima, che è gratis, diciamo che più o meno è come andare dal parrucchiere. Ma è molto più utile per la propria autostima, perché la piega dura qualche giorno, la tinta qualche settimana, ma il cambiamento è per sempre.

Che poi è quello che hai fatto tu…
Da ingegnere impegnato nelle telecomunicazioni a coach impegnato nell’aiutare le persone a trovare la propria strada. Più cambiamento di così…

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