Musica

Il ritorno dei Sonohra: “Ma in realtà si tratta di un vero inizio”

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Con l'album "L’ultimo grande eroe" i due fratelli Fainello si presentano in una nuova dimensione acustica e cantautorale: "Stiamo cercando di avvicinarci quanto più possibile al nostro più autentico mondo musicale"

 

 Abbiamo incontrato i Sonohra in occasione alla presentazione alla stampa del loro nuovo album L’ultimo grande eroe che segna il ritorno discografico dei due fratelli Fainello, con una nuova dimensione acustica e cantautorale. L’album esce dopo 4 anni dall’ultimo Il Viaggio, pubblicato nel 2014, e seguito l’anno successivo da un live. In questa intervista abbiamo cercato di entrare nel nuovo mondo musicale dei Sonohra per poter apprezzare appieno questo nuovo lavoro.


Copertina Album Sonohra
Questo disco già al primo ascolto ci porta in una dimensione diversa, rispetto ai vostri album precedenti. Come è nato?

Questo cd è il risultato di un lavoro di ricerca e sperimentazione durato circa due anni, e per la prima volta è interamente scritto e prodotto da noi. L’album è stato realizzato, con un processo interamente analogico, nel nostro studio di registrazione e quindi rappresenta appieno la nostra crescita musicale degli ultimi due anni, lungo un percorso che stiamo continuando a percorrere e che verrà raccontato nella seconda parte di questo progetto che uscirà alla fine del 2019.

Quest’anno festeggiate i dieci anni di carriera e dalla vostra vittoria a Sanremo Giovani con L’amore. In genere, in queste occasioni si lavora su una retrospettiva, mentre voi avete fatto la scelta coraggiosa ed importante di un album di inediti addirittura doppio…
Per noi L’ultimo grande eroe è un po’ un nuovo inizio. Non siamo ancora completamente noi, resistono ancora delle barriere che ci hanno impedito di metterci completamente a nudo, ma ci stiamo lavorando. Stiamo cercando di avvicinarci più possibile al nostro vero mondo musicale, provando ad esprimerci senza filtri e senza regole, anche rischiando magari di ottenere risultati meno commerciali, ma certamente più “nostri”. Senza nulla togliere al mainstream, vogliamo abbracciare una nuova strada, magari più di nicchia, ma che ci rappresenti come musicisti e cantautori.

shonora 2
L’album è stato anticipato da cinque singoli e dai relativi video. Come mai questa scelta?

I cinque brani che abbiamo pubblicato nei due mesi precedenti all’uscita dell’album, accompagnavano il pubblico a scoprire la nostra nuova dimensione. I video stessi, che hanno tutti al centro noi e le nostre chitarre, vogliono allontanarci in qualche modo da un’immagine troppo patinata con la quale siamo stati presentati in passato e che non ci appartiene. L’ultimo singolo, da poco in rotazione, Ciao (che potete vedere qui)è la dedica appassionata di una figlia alla propria madre, nel momento in cui questa viene a mancare. E’ un pezzo acustico molto malinconico, con sfumature blues e richiami gospel , lontano forse da dinamiche radiofoniche, ma che rappresenta quello che è oggi la nostra musica.

Copertina singolo_Ciao_Sonohra
Parlando di “immagini patinate”, vorrei chiedere il vostro parere sul mondo dei talent, che vive un po’ di queste immagini…

Purtroppo oggi per un giovane artista non ci sono grandi occasioni per cercare di uscire e quindi i talent sono stati per un certo periodo quasi un percorso obbligato. Fortunatamente oggi la scena indie e la scena trap, stanno diventando nuovi canali piuttosto importanti che potrebbero offrire in futuro opportunità più reali per un musicista, rispetto ai talent che sono più che altro un format televisivo. La presenza quasi quotidiana in tv e la grande esposizione mediatica, certamente aiutano all’inizio, ma spesso si rivelano un’arma a doppio taglio sul proseguimento della carriera.

foto sonhora
Com’è il vostro rapporto con i social?

Oggi sono fondamentali. Se utilizzati nel modo corretto, ti consentono di fare ascoltare il tuo brano in tempo reale in tutto il mondo. Purtroppo hanno tolto un po’ la magia che aleggiava intorno ad un artista: il fatto di vedere quotidianamente i post del gruppo o del cantante che segui, ti priva in un certo modo di quel fascino, o quel mistero che una vota li avvolgevano.

L’ultimo grande eroe andrà in tour?
Abbiamo già iniziato con alcune date a Verona e a Milano, nel circuito dei piccoli club, dove normalmente si fa jazz o blues, comunque un genere di musica un po’ diverso dal nostro. Nei concerti proporremo le canzoni dell’album così come sono nate, in versione completamente acustica, ma anche i brani del nostro repertorio precedente, riarrangiati per l’occasione. A febbraio torneremo a Milano al Memo Club, mentre sulle nostre pagine social potrete trovare tutte le altre date.

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