Basta compiere tre azioni gentili per un mese, annotando i gesti su un taccuino: alla fine si scoprirà la forza della cortesia verso il prossimo, in un’epoca in cui dominano arroganza e aggressività. Provare per credere
Mi chiedo spesso perchè costi così tanto essere gentili. Forse il problema sta che non tutti sono stati educati a esserlo? O più semplicemente che l’egoismo regna sovrano e, come diceva Gianni Morandi in tempi non sospetti, “ognuno pensa solo a se stesso”? Propendo più per la seconda ipotesi, anche se mi viene difficile accettarla visto che da sempre sono una fan di Seneca che sosteneva che “chi aiuta gli altri aiuta se stesso“.
E non c’è niente di più vero. Durante il mio primo viaggio in Africa ho avuto la conferma di quanto questo non sia semplicemente un pensiero filosofico. In un luogo meraviglioso, in cui andai con l’itento di riposarmi, sdraiata sulla sabbia bianca, mi sono ritrovata invece a vederla solo da lontano e a passare le mie giornate nei villaggi di fango, nelle scuole, nei paesi dei pescatori e tra le tribù Masai. In mezzo ai bambini. Bastava una caramella, un quaderno, una maglietta o una penna perchè sui loro volti comparisse il sorriso. Non mi sono mai sentita così bene come in qui momenti.
Essere gentili è un dono
Tutto questo per dire che quel “chi aiuta gli altri aiuta se stesso” è assolutamente vero. Allora mi chiedo: com’è che nel mio condominio fanno persino fatica a salutare? Ricevere un semplice buongiorno quando sali in ascensore ha ormai del miracoloso. Eppure siamo nella city, la mia amata Milano che un proverbio dialettale definisce come la città cunt el cor in man (con il cuore in mano). Già, ma nell’era 2.0 che fine ha fatto il grande cuore di Milano se i suoi cittadini neanche si degnano di salutarti? Per fortuna non sono tutti così, i miei vicini sono i miei angeli custodi! Ma tutti gli altri li conosco a malapena. Eppure li incontro ogni mattina.
Con il passare del tempo, sembra che l’essere gentili sia diventato sinonimo di debolezza. A quanto pare è troppo difficile capire che essere gentili non significa mettere da parte il coraggio, la tenacia, la determinazione e il proprio pensiero, ma semplicemente donare un poco del proprio tempo e delle proprie energie agli altri. Essere gentili è un dono. Non per gli altri, ma per se stessi.
L’uomo gentile
Esiste ancora? Se lo trovate presentatemelo! Perchè di questi tempi pare che gli esseri di sesso maschile non siano devoti alla gentilezza bensì all’arroganza e all’aggressività. Il corteggiamento si svolge perlopiù in questi termini e se si prova a chiedere un gesto gentile ci si sente rispondere “Và che mica siamo nell’800!”. Ma quanto è bello poter dire: “Lui sì che è un uomo gentile!”? Peccato che i signori uomini non lo capiscano e pensino che essere gentili equivalga a prendersi un sonoro due di picche! Niente di più sbagliato! Provate a esserlo e vederete come sarà più facile e più bello conquistare una signora che all’istante vi definirà patrimonio dell’umanità!
Coching creativo: i tre atti gentili
A proposito di provare a essere gentili, vi propongo un piccolo e facile esercizio che è stato utilizzato anche in un recente studio svolto da un team di ricercatori dell’Università della California. Nulla di complicato. Si tratta infatti di un semplice challenge in cui per un mese si devono compiere tre atti gentili ogni giorno. Annotateli quotidianamente su un taccuino o sullo smartphone, così da essere sicuri di non perderne il conto. Siate costanti e allo scadere del trentesimo giorno sarete sorpresi dei benefici che queste vostre azioni vi avranno procurato. E vedrete che non potrete più fare a meno di essere gentili!
Un errore da non commettere
Non pensate nemmeno per un istante di compiere atti gentili per riceverne altrettanti in cambio. Se affrontate l’esercizio con queste aspettative ne vanificherete il risultato. Perchè la gentilezza non deve mai essere espressa per ottenere il proprio tornaconto. Non si tratta di uno scambio di favori bensì di un atto spontaneo che si compie senza alcuna aspettativa. Perchè ricordatevi sempre che il vero benessere non deriva dall’aiuto che si può ricevere in cambio, ma dall’atto di donare se stessi agli altri.
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